«Occhiuto
non può più limitarsi alle dichiarazioni, ma ammettere il fallimento delle sue
scelte manageriali»
«Secondo quanto si apprende da diversi articoli apparsi sugli
organi di stampa, la Commissione Ue ha aperto una procedura di infrazione nei
confronti all’Italia, perché non applica in modo corretto la direttiva sui
ritardati pagamenti. Il settore che presenta maggiori criticità è la sanità e
la regione particolarmente segnalata nella lettera di messa in mora è la
Calabria. Una tegola in più sulla testa della nostra Calabria e un danno di
immagine al quale si aggiungerà, probabilmente, un altro danno economico.
Infatti, generalmente le procedure Ue si concludono con sanzioni economiche e,
nel caso in specie la Calabria, risulta indifendibile».
A sostenerlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale
che esprime preoccupazione per la situazione che potrebbe determinarsi,
aggravando la situazione di emergenza che già vive la sanità calabrese.
«Se il Paese dovesse subire sanzioni economiche – prosegue
Bevacqua - di queste se ne dovrebbero fare carico non le casse dello Stato ma i
direttori generali e i commissari che amministrano o hanno amministrato gli
Enti Sanitari. Già durante gli scorsi giorni avevo segnalato che la Sanità
calabrese produce interessi passivi quantificabili tra i sessanta e gli ottanta
milioni di euro per l’anno corrente. Forse mi ero sbagliato ma in difetto,
considerato l’aumento per il 2023 sia degli interessi legali che hanno
raggiunto la soglia del 5%, sia degli interessi di mora assestati al 10,50%. I
commissari, che da un anno ormai si sono insediati nelle aziende, in molti casi
non hanno dato concretamente segnali di inversione di tendenza. A questo
andazzo bisogna porre fine. Ad esempio, non è possibile che alcune Aziende non
riescono ad approvare i bilanci da anni. Il caso più eclatante è l’Asp di
Reggio Calabria, che vanta un primato decennale di assenza di bilanci ove,
sembrerebbe, ci sia un debito crescente senza controllo e conseguentemente un
cumulo di interessi non più quantificabili. Il Presidente Occhiuto sostiene che
entro metà anno azzererà i debiti e farà approvare i bilanci fino al 2022.
Considerato, però, che il Presidente aggiunge che la validazione della ricognizione
non è stata ancora completata e, mancando due mesi per arrivare alla metà
dell’anno, ci sembra un obiettivo utopistico».
«In queste condizioni - conclude Bevacqua - è necessaria
un’assunzione di responsabilità da parte del Presidente Occhiuto attraverso
magari la sostituzione di quei manager che, durante questo anno e mezzo, non
hanno brillato, perpetuando stancamente una gestione fallimentare. Riteniamo
che sia arrivato il momento di rimuovere quei manager incapaci individuando
nuovi soggetti a cui affidare contrattualmente, entro un anno, la risoluzione
della questione della contabilità e dell’azzeramento del debito. Ribadiamo che
su questa materia c’è la massima disponibilità al confronto e anche al
sostegno, se si vuole tracciare una via nuova che abbandoni le cattive e
fallimentare prassi per attivare un percorso virtuoso che sia utile per i
cittadini».