Pnrr: Anci, possibili ritardi non sono imputabili ai Comuni

Autore Redazione Web | mer, 29 mar 2023 17:42 | Segretaria-Generale-Anci Veronica-Nicotra Comuni Ritardi-Pnrr

Nicotra, «in caso ai ministeri o ad altri soggetti intermediari».

«Sui ritardi del Pnrr i Comuni non hanno alcuna responsabilità, perché la fase di messa a terra delle risorse sta per iniziare, sono appunto iniziate le gare e l'aggiudicazione dei lavori; quindi, dei ritardi dei Comuni si potrà parlare soltanto fra un anno fra un anno e mezzo. Se ritardi si sono registrati, anche in sede di verifica da parte della commissione europea, essi ovviamente sono imputabili ai ministeri o altri soggetti che intermediano le risorse di cui i Comuni sono beneficiari". Lo ha ribadito il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra, intervenuta in diretta a TgCom24, dove ha ricordato come "siano in corso tutta una serie di attività che devono essere anche accelerate, grazie a norme che i Comuni chiedono per snellire i processi di autorizzazione». Lo riporta un'agenzia ANSA.

In merito alla Pa che fa fatica a trovare le risorse umane per gestire il Recovery plan, Nicotra ha evidenziato: «Il Pnrr sta esaltando una fragilità tipica della nostra Pa, per cui sono in difficoltà le macchine amministrative dei Comuni così come ministeri". Come Anci, ha aggiunto, "stiamo chiedendo che i contratti a tempo determinato, ottenuti a valere delle risorse del PNRR, non scadano nel 2026. Tutto questo perché molto banalmente molti giovani, che magari stanno entrando nei Comuni con questi contratti a tempo determinato, preferiscono andare via di fronte ad una prospettiva lavorativa molto breve, oppure avendo altre opportunità nel privato o nel pubblico con retribuzioni più elevate».

«Vogliamo dare una prospettiva a questi giovani che fino nel 2026 lavoreranno sul Pnrr e chiediamo - ha sottolineato ancora Nicotra - che i Comuni, con disponibilità finanziaria e carenze in organico, possano assumerli dal 2027. E' importante saperlo adesso, è una richiesta assolutamente ragionevole che il governo e il Parlamento devono accettare».

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