Il presidente
Carmelo Romeo: «sostenere l'impegno di chi sta a fianco ai soggetti
fragili»
La
Commissione comunale per le Politiche sociali, presieduta dal consigliere
Carmelo Romeo, ha audito i referenti della sezione reggina dell’Associazione
italiana persone down. La coordinatrice, Maria Giuffrida, e la responsabile del
settore alternanza scuola-lavoro, dottoressa Amodeo, hanno illustrato ai
commissari le attività ed i propositi di una realtà che, nel nostro territorio,
è impegnata da oltre 20 anni al fianco dei ragazzi e delle ragazze down e delle
loro famiglie.
«È stato un momento di condivisione e crescita importante», ha commentato il
presidente Romeo ringraziando i consiglieri per «l’attenta partecipazione alla
seduta» ed i rappresentanti dell’Aipd Reggio Calabria Onlus per «il ruolo
fondamentale che rivestono nella nostra società».
«Da questo incontro – ha detto Romeo – abbiamo acquisito l’importanza
dell’attività svolta dall’associazione presieduta da Bruno Arichetta, tenuta in
forte considerazione dal Comune anche con la sottoscrizione di un Patto di
collaborazione. In questa occasione, abbiamo rafforzato la consapevolezza di
dover continuare a sostenere il loro impegno, a partire dall’evento che, il
prossimo 21 aprile a Palazzo San Giorgio, servirà a presentare i risultati
della ricerca nazionale, condotta dal Censis ed aggiornata al 2022, sulle
necessità, i fabbisogni e le condizioni di vita delle persone down nelle
diverse fasce di età».
«In questi
anni - ha ricordato il presidente della Commissione Welfare – l’Aipd ha portato
avanti attività decisive sotto l’aspetto dell’educazione all’autonomia
lavorativa, personale, sociale e relazionale dei ragazzi e delle ragazze down.
Capiamo bene, dunque, quanto sia delicato e prezioso il compito che,
quotidianamente, hanno deciso di sposare in nome di una causa che deve
necessariamente trovare un sostegno quanto più esteso possibile».
«Quello delle persone affette dalla sindrome di down – ha concluso Romeo – è un
mondo che, ognuno di noi, pensa di conoscere fino in fondo, ma la realtà è ben
diversa. Se esiste una rete sociale e assistenziale per i bambini e le fasce
adolescenziali, il sistema mostra le sue fragilità quando si tratta di adulti e
dei loro familiari che devono fare i conti con il passare del tempo. C’è,
quindi, davvero tanto da fare e soltanto coinvolgendo chi opera e vive queste
esperienze ogni giorno, si potranno individuare programmi capaci di incidere
concretamente su situazioni complesse. Questa prima audizione con l’Aipd è
stata un bellissimo primo passo di ascolto. Dobbiamo iniziare a calendarizzare
altri incontri ed iniziative che possano dare un contributo fattivo».