L'intervento di Rocco Alessandro Repaci che si rivolge ai primi cittadini del territori
di Rocco Alessandro Repaci* - Non v’è dubbio che il tempo
tra il sofferto rinvio dell’Assemblea Anci del 10 febbraio e la prossima data
di convocazione non possa essere speso dai Sindaci e dalla politica in una
estenuante conta fra sostenitori del candidato del centro destra e quello del
centro sinistra, sempre che tali si appalesino.
Abbiamo purtroppo già visto a cosa ha portato questa
contrapposizione, organizzata fomentata e sostenuta dai partiti e da pezzi
interessati, credo esclusivamente a collezionare un’altra posizione, di istituzioni
sovracomunali.
A nessuno credo debba essere chiesto di rinunciare ad
appartenenze politiche e a storie personali di militanza, ma non è possibile (e
i fatti del 10 febbraio lo hanno dimostrato) che sulla base di militanze ed
appartenenze possano essere individuati gli organismi di rappresentanza di Anci
Calabria.
Abbiamo necessità di soluzioni condivise il più ampiamente
possibile, soprattutto dopo questi quattro anni che chi ha vissuto le dinamiche
associative non potrà che riconoscere difficili, faticosi e
contraddittori.
Nessuno può pensare ad una soluzione di forza o ad un blitz
per definire gli assetti di una associazione che sin dalla sua nascita e
persino nei momenti di più feroce contrapposizione è riuscita a salvaguardare
in Italia la necessaria ed indispensabile unità delle istituzioni comunali
rappresentandone gli interessi nei confronti del potere esecutivo, potere
legislativo, regioni.
Poiché Anci rappresenta non i Sindaci, che passano, bensì i
Comuni, che restano.
Certo di interpretare il pensiero ed il desiderio di tanti
amministratori comunali calabresi non si tratta di fare passi indietro. Sono i Sindaci
che hanno l’obbligo di fare un passo in avanti.
*Sindaco di Campo Calabro