«Con programma del 25 settembre scorso abbiamo già perso».
«Io non mi sono mai sottratta a dire quello che penso, e a votare coerentemente con quello che penso. La libertà e la valorizzazione delle differenze è una delle forze del Partito Democratico. Silenziarla, trasformando la giusta e doverosa unità in unanimismo è stato un errore. Che non ci ha consentito di cambiare e fare evolvere le nostre regole interne. Ha ridotto la trasparenza e la democrazia dentro il Partito». Lo ha detto, riporta l'ANSA, Paola De Micheli, candidata alla segreteria nazionale del Pd, oggi a Reggio Calabria per promuovere la sua mozione in un tour che l'ha già portata in Sicilia.
«Posti, come tanti altri in Italia, che conosco bene, so quali sono i loro problemi, le loro esigenze. Per questo ho le idee chiare - afferma - perché conosco non solo il partito, conosco bene il Paese». Ad accoglierla a Reggio Calabria i dirigenti del Pd reggino e calabrese: il segretario regionale Nicola Irto, quello provinciale Antonio Morabito, la responsabile regionale Donne Democratiche Teresa Esposito, quella provinciale Valeria Bonforte, Enza Bruno Bossio, della direzionale nazionale Pd.
De Micheli si è definita l'unica, tra tutti i candidati a segretario, che ha bene in mente la riforma del partito. L'unica a superare il programma che il Pd ha presentato per le politiche dello scorso 25 settembre. «Con quel programma - ha detto - abbiamo già perso. Voglio che il mio partito torni ad essere egemone nella sinistra italiana, non un partito dove qualcuno si incorona come erede di Berlinguer. Io mi sono candidata a fare la segretaria, perché so che quello che dico si può fare. Perché so che quello che c'è scritto nella mia mozione è un pezzo, forse non esaustivo, della possibilità di rilanciare il Partito Democratico. Un partito che si fonda sulla tradizione della sinistra che ha fatto la Resistenza e la Costituzione. Possiamo essere caduti, ma ci rialzeremo. Nel Paese, secondo una ricerca, ci sono oltre 9 mln e mezzo di persone che si sentono di sinistra, noi ne intercettiamo poco meno della metà. La prima missione dei prossimi nove mesi è andare a stanarli tutti. La nostra parola d'ordine sarà proselitismo».