Sanità: Occhiuto, sistema al collasso, reclutamento medici problema enorme

Autore Redazione Web | mer, 11 gen 2023 17:33 | Roberto-Occhiuto Medici-Calabria

«I medici che dicono di non voler più lavorare nel sistema sanitario pubblico, probabilmente trovano più conveniente lavorare nelle cooperative a gettone».

«Il sistema sanitario italiano è al collasso e, in alcune Regioni, ancora più fatiscente di altre, come nella mia, reduce da 12 anni di commissariamento: 12 anni in cui la sanità della Calabria è stata amministrata dal governo nazionale. Attualmente abbiamo i Lea con il punteggio più basso, un enorme problema di reclutamento di medici, che hanno tutte le Regioni, ma soprattutto quelle con un sistema sanitario meno attrattivo, come quello della Calabria». Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo a “Tg4 Diario del giorno”, su Rete 4.

«Credo che, negli ultimi anni, si sia sottovalutato il tema dell’organizzazione della sanità nel nostro Paese - ha aggiunto il Governatore calabrese -. Lo hanno sottovalutato gli Ordini dei medici, che non hanno capito per tempo il fabbisogno di medici che avremmo avuto, lo ha sottovalutato la politica. Quello che accade nei pronto soccorso accade anche perché non funziona la medicina territoriale. Tutto ormai arriva al pronto soccorso, anche quello che non dovrebbe arrivare: quando ero ragazzo i medici di famiglia visitavano a domicilio. Non c’è stato alcun investimento sui presidi territoriali».

«Il Pnrr ora dà la possibilità di realizzare le Case di comunità che dovrebbero filtrare i ricoveri inappropriati nella rete ospedaliera - ha detto Occhiuto -. È necessario dotarle di personale sanitario che in Italia non è facile reperire. I medici che dicono di non voler più lavorare nel sistema sanitario pubblico, probabilmente trovano più conveniente lavorare nelle cooperative a gettone, che ti danno la possibilità di scegliere i turni e quanto lavorare. Nella mia Regione sono costretto a pagare 150 euro all’ora ai gettonisti, nelle altre Regioni si pagano 120 euro. Il paradosso - conclude il Presidente della Giunta Regionale della Calabria - è che però non posso pagare di più i medici che stanno nel servizio pubblico e sono costretto a utilizzare medici che prima lavoravano nel servizio pubblico, costando allo Stato 6/7 mila euro, e ora lavorano nelle cooperative e guadagnano molto di più».

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