Alla Cittadella un focus sulla valutazione e prevenzione del rischio sismico

Autore Redazione Web | gio, 13 ott 2022 19:31 | Terremoto Rischiosismico Prevenzione

Diverse autorevoli voci a confronto su un territorio che si conferma particolarmente esposto

“Rischio sismico in Calabria: valutazione e prevenzione” è il tema del convegno che si è svolto oggi nella sede della Cittadella regionale a Catanzaro.

In particolare – spiega la nota della Regione - sono stati analizzati dal punto di vista storico i terremoti in Calabria, anche in considerazione della loro origine e intensità. Gianluca Valensise, dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, si è soffermato ad esempio sulla sismicità dell’Arco Calabro che trae origine dalla convergenza tra le placche Africana e Eurasiatica.

A seguire sono stati trattati lo studio e il monitoraggio delle sorgenti sismogenetiche, gli scenari previsionali da effetti indotti sul terreno dal terremoto e la valutazione del rischio sismico, attraverso gli interventi dei professori Maurizio La Rocca dell’Università della Calabria, Gabriele Scarascia Mugnozza dell’Università Sapienza di Roma e Sergio Lagomarsino dell’Università di Genova.

La seconda parte del convegno è stata invece dedicata quasi interamente alla prevenzione strutturale con particolare riferimento alla normativa sismica, alle prospettive legate all'evoluzione delle normative e sulle nuove tecniche costruttive, oltre che sulla promozione di percorsi educativi per la diffusione della cultura della protezione e della prevenzione del rischio sismico. Su tali argomenti si sono alternati i professori Eugenio Chiocchiarelli dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Fabio Mazza dell’Università della Calabria e Andrea Prota dell’Università di Napoli Federico II.

La Calabria è la regione italiana più esposta al rischio sismico – si legge nella nota - infatti nella nostra regione si sono concentrati più della metà dei terremoti catastrofici avvenuti in Italia negli ultimi 350 anni caratterizzati dai valori di magnitudo più levati. Tra questi eventi, che hanno causato più di 200.000 vittime, si ricordano le sequenze sismiche del 1638 nella Calabria Centrale, del 1783 che devastò la Calabria centro-meridionale, del 1905 dello Stretto di Sant’Eufemia ed infine del 1908 di Messina-Reggio Calabria che rase al suolo il reggino causando oltre 120.000 morti. 

“La storia dei terremoti in Calabria – ha affermato l’assessore Dolce -  oltre che tutti gli studi scientifici degli ultimi decenni, ci dicono che è una regione ad elevata pericolosità sismica in cui si possono verificare terremoti di notevole violenza. Tutti i Comuni della Calabria sono, infatti, classificati in zona 1 e 2 su quattro zone”. Tuttavia – ha aggiunto Dolce – “i recenti terremoti in Italia e nel mondo hanno dimostrato quanto sia complesso limitare il rischio sismico. L'elevata densità di popolazione che vive nelle aree a maggior rischio, la vetustà e vulnerabilità delle infrastrutture e del patrimonio edilizio pubblico e privato, la vulnerabilità sociale legata ad una comunità non preparata a tali evenienze rallentano l’efficacia delle leggi e ritardano l’applicazione di adeguamenti antisismici e urbanistici a salvaguardia delle popolazioni”.

“Occorre pertanto uno sforzo da parte di tutti, cittadini e amministratori pubblici, perché si faccia prevenzione a 360 gradi: non solo strutturale ma anche comportamentale, basata sulla conoscenza del territorio e sulla consapevolezza del rischio sismico, per essere più preparati ad affrontare il terremoto”.

Domenico Costarella ha assicurato che “Il sistema regionale di Protezione civile ha in campo le sue strutture operative che reagirebbero in caso di terremoto. Il terremoto non si può prevedere ma si deve prevenire. É necessario fare prevenzione strutturale e non strutturale”.

Infine, il dirigente regionale della Protezione civile ha ricordato alcuni appuntamenti in programma nei prossimi giorni invitando i cittadini “a recarsi nelle piazze calabresi il prossimo sabato e domenica, 15 e 16 ottobre, dove si svolgerà la campagna ‘Non rischio. Buone pratiche di Protezione civile’.

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