Confapi Turismo su caro bollette: «il Game Over si avvicina anche per la Politica»

Autore Redazione Web | mar, 11 ott 2022 13:12 | Confapi-Turismo-Calabria Giovanni-Giordano Caro-Bollette

A rischio posti di lavoro e il futuro della Aziende

La Confapi Turismo Calabria, affronta l'argomento caro bollette e sul rischio chiusura per tante imprese con conseguente perdita di posti di lavoro.

«Potremmo snocciolare numeri e percentuali, ma il tempo è finito e non rimane che l’intervento della politica per salvare le aziende da chiusure certe e i posti di lavoro che di conseguenza sono a rischio - afferma Giovanni Giordano, Presidente Confapi Turismo Calabria e Componente Giunta Nazionale Confapi Turismo -.  Il caro bollette, di cui oramai si sente parlare quotidianamente, non è un racconto stucchevole per addetti ai lavori né la solita lagna di qualche imprenditore che attende a ragione un briciolo di ristoro. Qui stiamo parlando di imprese particolarmente energivore - spiega -, facenti parte del settore più colpito del Paese dalla crisi economica conseguente la pandemia, cioè quello turistico che oggi si ritrova a dover affrontare costi di produzione insostenibili perché quadruplicati e non scaricabili sul cliente finale come vorrebbe la più elementare legge economica».   

«Stiamo parlando - prosegue Giordano - di imprenditori del turismo, eroi del Sistema Italia che ha resistito ai colpi mortali inflitti dalla pandemia economica, come medici e infermieri sono stati e sono tutt’oggi gli eroi della nostra sanità. Stiamo parlando di piccole e medie imprese che sostengo la struttura economica e sociale del Paese come la colonna vertebrale sostiene il corpo umano. Questi imprenditori, nonostante le enormi perdite del 2020 e 2021 e grazie ad una interessante ripresa del 2022, hanno portato avanti, guidati da una forte speranza, i loro progetti d’investimento, dando lavoro a chi, potendo lavorare, non si è cullato dalla possibilità di ricevere un reddito di cittadinanza che in molti casi si sta trasformando in “reddito dell’ozio”. Chi sostiene questi imprenditori? Chi si fa carico di centinaia e migliaia di posti di lavoro a rischio? Chi si preoccupa delle famiglie che vivono grazie alle imprese che investono, producono ricchezza, creano know-how, portano il Made in Italy nel mondo, creano ed esportano cultura, contribuiscono allo spessore sociale del popolo italiano.  

«La Politica con la P maiuscola non può, ancora una volta, restare a guardare - si legge nella nota -, né a costruire slogan di facciata né a fare chiacchiericcio da corridoio o da talk show. Noi imprenditori, che crediamo profondamente nella politica ed amiamo, oltre le nostre aziende, ancor di più l’Italia che ci fa sentire orgogliosi di essere i cittadini del Paese più bello e invidiato al mondo, chiediamo alla politica regionale calabrese e al nuovo governo nazionale di darsi una mossa, anzi, una svegliata, perché - se ancora la politica non lo avesse capito – l’orologio dell’economia non batte gli stessi ritmi di quello della politica».  

«È ora di cambiare registro, di cambiare ritmo o saremo tutti travolti da fallimenti a catena. Prima le imprese altamente energivore, poi le altre e a seguire le banche che hanno erogato, con o senza garanzia statale, finanziamenti alle imprese. Servono interventi immediati e senza troppa burocrazia, cancro più maligno che ci poteva capitare all’interno dell’attuale scenario. Serve liquidità immediata - conclude Giovanni Giordano - che consenta il pagamento delle bollette attraverso un fondo specifico e contestualmente un credito d’imposta tale che permetta alle imprese di trattenere i profitti realizzati nel 2022 e poterli reinvestire nel 2023. Le piccole e medie imprese hanno fatto la loro parte, adesso tocca alla politica».

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