Nordio ha inoltre respinto con fermezza l'ipotesi di ritorsioni da parte della magistratura
All'indomani dell'esito referendario che ha bocciato la riforma della giustizia, il ministro Carlo Nordio interviene tracciando un'analisi politica e istituzionale della sconfitta, sottolineando come il risultato rafforzi il ruolo dell'Associazione nazionale magistrati.
Secondo quanto riportato da ANSA , Nordio ha parlato apertamente di una “vittoria dell'Anm”, spiegando che l'esito del voto conferirà alla magistratura associata “un potere contrattuale aumentato”, destinato a incidere sugli equilibri politici futuri, anche in vista di eventuali cambi di governo. “Dovranno farci i conti tutti, anche la sinistra quando tornerà al governo”, ha affermato il Guardasigilli, definendo l'Anm “un soggetto politico anomalo che si contrappone ai governi”.
Il ministro ha poi rivendicato la paternità della riforma: “Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assume quindi la responsabilità politica”. Nordio ha riconosciuto possibili criticità nella comunicazione e nell'impostazione del progetto, senza tuttavia attribuire colpe ad altri esponenti della maggioranza.
Nel commentare il clima politico seguito al voto, il ministro ha escluso conseguenze interne al dicastero, smentendo qualsiasi messa in discussione della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. “Non credo che l'eccesso di polemica abbia influito più di tanto”, ha dichiarato, parlando di un equilibrio tra le critiche arrivate da entrambe le parti.
Nordio ha inoltre respinto con fermezza l'ipotesi di ritorsioni da parte della magistratura: "Escludo categoricamente che possano esserci azioni giudiziarie strumentali contro chi ha sostenuto la riforma. Sarebbe sacrilego", ha detto, richiamando la propria esperienza da ex magistrato.
Un passaggio è stato dedicato anche alla vicenda del sottosegretario Andrea Delmastro, su cui il ministro si è detto fiducioso: "Sono certo che chiarirà tutto. Può avere avuto eccessi nella comunicazione, ma escludo qualsiasi contiguità con ambienti mafiosi". Nordio ha ricordato come, durante la campagna referendaria, sia normale entrare in contatto con molte persone senza poterne verificare ogni aspetto.
Infine, il Guardasigilli ha ammesso errori nelle previsioni: "Non hanno funzionato i sondaggi. Si pensava che con una maggiore affluenza i 'sì' sarebbero aumentati, invece è accaduto il contrario". Nonostante la sconfitta, Nordio ha ribadito la volontà di proseguire l'azione politica: “Le sconfitte vanno messe in bilancio e affrontate con serenità per continuare a lavorare”.
Intanto, dal governo arriva la linea già espressa dal premier Giorgia Meloni: rispetto per il voto popolare ma determinazione ad andare avanti sul fronte delle riforme.