Al centro delle critiche, la nomina di Demetrio Naccari Carlizzi alla presidenza del C.d.A. di Sorical S.p.A
Si accende il dibattito politico a Reggio Calabria in vista delle prossime elezioni amministrative. A intervenire con toni duri è Domenico D’Agostino, esponente del Polo Civico Cultura e Legalità, che in una nota denuncia quello che definisce un sistema trasversale tra centrodestra e centrosinistra, parlando apertamente di consociativismo e logiche di potere che penalizzerebbero la città.
Al centro delle critiche, la nomina di Demetrio Naccari Carlizzi alla presidenza del C.d.A. di Sorical S.p.A., letta come un segnale politico preoccupante.
Di seguito la nota integrale:
«Il vero volto del potere politico a Reggio: il partito unico centrodestra-centrosinistra fa prove tecniche di consociativismo sulla pelle della Città. La nomina di Demetrio Naccari Carlizzi alla Presidenza del C.d.A. della Sorical S.p.A., senza per nulla entrare nel merito delle competenze, capacità e della professionalità dell’avvocato reggino, noto esponente del Partito Democratico e del centrosinistra reggino e calabrese, pone inquietanti interrogativi politici in vista delle prossime consultazioni elettorali amministrative nelle quali i reggini saranno chiamati ad eleggere il nuovo Sindaco della Città ed a rinnovare il Consiglio comunale.
Ma non sarà che l’affarismo ed il consociativismo fra centrodestra e centrosinistra ha finalmente gettato la maschera? Ma non è che siamo l’ultima Città d’Italia proprio perché la politica è finta, il dibattito assente e gli affarismi di destra e sinistra sempre in movimento per i propri fini personali, particolaristici, clientelari senza badare per nulla all’interesse di Reggio?
La vicenda delle nomine al Consiglio di Amministrazione della società, che gestisce il servizio idrico in Calabria e che mensilmente manda salate bollette nelle nostre case e qualche volta di salato manda anche l’acqua, assume toni grotteschi ed ad un tempo drammatici, sol che si pensi che le stesse nomine, proposte dai Comuni calabresi, azionisti di Sorical, sono state avallate, ratificate ed accettate dalla Regione Calabria, secondo la più squallida logica del do ut des che ricorda plasticamente il celeberrimo film di Francesco Rosi del 1963 “Le mani sulla città”, spaccato della cattiva politica postbellica italiana, fatta di corruzione, affarismo, noncuranza e menefreghismo rispetto al bene comune.
Quello che è successo ieri con le nomine è espressione del cinismo eretto a valore politico sul presupposto che “in politica l’indignazione morale non serve a niente, l’unico grave peccato sa qual è? Quello di essere sconfitti”.
Siamo la Città di Campanella, che nacque a debellare tre mali estremi, tirannide, sofismi ed ipocrisia, e non possiamo non indignarci e ribellarci di fronte al cinismo che li racchiude e compendia tutti in sé e che sta svendendo e pregiudicando irreversibilmente il futuro nostro e dei nostri figli, senza alcuna vergogna ma con la tracotanza pura del potere che impone le sue logiche».