La grande partita, sfida per il futuro della Calabria

Autore Grazia Candido | dom, 31 ago 2025 19:00 | Elezioni-Regionali Calabria Futuro Occhiutovstridico

Di fronte alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre, la Regione torna al centro del dibattito politico nazionale


Due visioni, due candidati, due modelli di governo: il presidente uscente Roberto Occhiuto per il centrodestra e l’economista Pasquale Tridico per il centrosinistra. Sullo sfondo, una Regione ancora alla ricerca di stabilità, sviluppo e riscatto.

Roberto Occhiuto, figura di primo piano in Forza Italia (vicesegretario nazionale), si ricandida alla guida della Calabria con una coalizione ampia e consolidata: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Unione di Centro, Noi Moderati e liste civiche a suo sostegno.

Durante il suo mandato, Occhiuto ha puntato su alcuni pilastri: risanamento della sanità regionale, investimenti infrastrutturali, turismo e occupazione, un forte utilizzo dei fondi PNRR e UE. L'introduzione dell'Azienda Zero per gestire la sanità calabrese è stata una delle sue riforme bandiera.

Tuttavia, la sua corsa verso la riconferma è stata complicata da un'inchiesta giudiziaria che lo vede indagato per corruzione. Una tegola pesante, che lo ha spinto alle dimissioni formali lo scorso 8 agosto, anticipate il 31 luglio con la dichiarazione: “Saranno i calabresi a decidere”.

Nonostante ciò, i primi sondaggi lo danno in netto vantaggio sullo sfidante: Occhiuto toccherebbe il 60% delle preferenze, contro il 37% del rivale. Dati però contestati dal centrosinistra, che accusa il sondaggio di essere “farlocco”, poiché realizzato in una data ricompresa tra la dichiarazione di disponibilità alla candidatura di Tridico e la sua ufficializzazione.

A contendersi la presidenza con Occhiuto, c’è appunto l’europarlamentare Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’INPS, figura di riferimento del Movimento 5 Stelle e simbolo delle politiche sociali del primo governo Conte. La sua candidatura è sostenuta da un’ampia alleanza di centrosinistra, inedita per la Calabria: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Verdi-Sinistra, +Europa, Italia Viva, PSI, PRI, Rifondazione Comunista, Democrazia Solidale e altri soggetti civici e regionalisti.

Tridico rappresenta l’immagine del “nuovo”, con un messaggio incentrato su equità sociale, contrasto allo spopolamento giovanile, investimenti in sanità e rilancio del Welfare. Il suo slogan, “Resta. Torna. Crediamoci”, punta a invertire l’emorragia demografica calabrese e a riciclare la filosofia del Reddito di cittadinanza attraverso il cosiddetto Reddito di dignità e un no deciso al Ponte sullo Stretto.

La sua forza sta nella credibilità personale e nell’assenza di contenziosi giudiziari, ma le incognite non mancano: nessuna esperienza amministrativa locale, una coalizione vasta e difficile da tenere compatta e una sfida in salita in termini di consenso.

Il centrodestra appare ancora una volta compatto e strutturato sul territorio, con Forza Italia che, nonostante la scomparsa di Silvio Berlusconi, mantiene radicamento grazie alla leadership regionale di Occhiuto. Fratelli d’Italia e Lega restano forti e determinanti.

Tra le due maggiori coalizioni si inserisce anche la candidatura di Francesco Toscano per il Movimento Democrazia Sovrana e Popolare, una candidatura che si pone fuori dagli schemi tradizionali della politica e vuole rappresentare l’antisistema.

Il centrosinistra, dal canto suo, presenta una coalizione larghissima, che va dai riformisti ai progressisti più radicali. L’unione tra PD e M5S rappresenta una novità, ma piena di incognite e l’ampiezza dello schieramento potrebbe anche rivelarsi un’arma a doppio taglio.

La Calabria si trova davanti a un bivio. Da un lato, la continuità con Occhiuto: un presidente con esperienza, risultati amministrativi riconosciuti anche a livello nazionale. Dall’altro, Tridico: volto nuovo, messaggio forte sul fronte sociale e civile, ma ancora tutto da testare nella gestione concreta della macchina regionale.

A un mese dal voto, l’esito sembra segnato dai numeri. Ma, la politica calabrese ha già dimostrato in passato che le sorprese non mancano mai. Saranno i calabresi, ancora una volta, a dover scegliere la direzione da prendere.


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