Pd Calabria all’attacco: “Occhiuto ha distrutto il 118, un disastro per la sanità pubblica”

Autore Giorgia Rieto | dom, 31 ago 2025 11:45 | Sanità Calabria Partito-Democratico

Il Pd denuncia inoltre una gestione poco trasparente sui numeri effettivi di ambulanze e auto medicalizzate

La sanità torna al centro del dibattito politico calabrese. Con una nota dai toni durissimi, il Partito democratico regionale punta il dito contro il presidente dimissionario Roberto Occhiuto, accusato di avere imposto alla Calabria un modello organizzativo per il servizio di emergenza-urgenza “inadatto e fallimentare”.

“Mandare a casa Roberto Occhiuto significa ricostruire la sanità pubblica, a partire dal servizio 118 – attacca il Pd –. Ha infatti creato un caos infinito e ha la colpa imperdonabile di avere imposto alla Calabria il modello della Lombardia, una regione che ha strade, mezzi e risorse di cui qui non disponiamo affatto”.

Secondo i dem, il risultato sarebbe un sistema in tilt: “Ambulanze costrette a muoversi da altre province, con conseguente perdita di tempo prezioso; la Sala operativa di Cosenza sovraccaricata perché chiamata a gestire tutti i trasferimenti della regione; mezzi dedicati ai trasporti secondari utilizzati per i soccorsi e viceversa. Un disastro totale in un servizio essenziale per salvare vite umane”.

Il Pd denuncia inoltre una gestione poco trasparente sui numeri effettivi di ambulanze e auto medicalizzate, parlando di “dati taroccati per mascherare le falle del sistema”. Falla che, ricordano i dem, hanno avuto conseguenze drammatiche: “Le attese interminabili hanno già fatto vittime, come nel caso di Serafino Congi o della piccola Carlotta La Croce”.

Per i democratici, l’attuale modello non è solo inefficace, ma rappresenta anche “la falsità e la pericolosità del centrodestra, che nasconde le criticità reali con fake news e distrazioni di massa a ciclo continuo”.

La ricetta alternativa indicata dal Pd è chiara: “Il 118 deve avere medici a bordo delle ambulanze, contratti molto remunerativi e una gestione organizzata su base provinciale, proprio come era una volta”.

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