Calabria, Occhiuto attacca il M5S: "Abbiamo fatto più noi in 3 anni che loro in 40"

Autore Giorgia Rieto | mar, 26 ago 2025 14:30 | Occhiuto Calabria Regione

Il governatore rivendica quindi i risultati ottenuti in materia di sanità

In piena campagna elettorale, il presidente dimissionario e ricandidato alla guida della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sceglie i social per lanciare un nuovo attacco politico, indirizzato soprattutto al Movimento 5 Stelle.

«I due minuti che M5S, Pd e compagnia cantante non vorrebbero farvi vedere…» scrive Occhiuto a corredo di un video girato nel cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide, ormai in fase avanzata di realizzazione. «Manca poco perché sia concluso e abitato da medici e da pazienti. L’ospedale è a buon punto – afferma –. Qualche anno fa, quando mi sono insediato, era solo sulla carta. Non c’era nulla, né questo, né quello di Vibo».

Il governatore rivendica quindi i risultati ottenuti in materia di sanità, sottolineando: «Io non ho la bacchetta magica, ma è chiaro che abbiamo fatto di più noi che tutti loro in 40 anni».

Nel post, Occhiuto propone anche un passaggio televisivo dell’ex commissario alla sanità Saverio Cotticelli, nominato nel 2018 dall’allora premier Giuseppe Conte e dall’ex ministra Giulia Grillo, in cui l’ex commissario ammetteva di essere stato «in stato confusionale» e di aver vissuto «una notte terribile» dopo l’intervista in cui confessava di non sapere che spettasse alla sua struttura scrivere e approvare il piano Covid.

«Avete capito – afferma Occhiuto – in che modo quei signori, quelli che dicevano di essere drogati e che sono stati nominati dai 5 Stelle, mi hanno lasciato la sanità? Nessun investimento, neanche un euro in tutta la Calabria. Nessuna assunzione, con 2.500 persone che andavano in pensione mentre io diventavo commissario».

Il governatore rivendica inoltre le 5.000 assunzioni effettuate, insieme all’arrivo di 400 medici cubani, come interventi indispensabili per garantire la sopravvivenza degli ospedali calabresi. «Se non l’avessimo fatto – sostiene – oggi sarebbero tutti chiusi».

Il messaggio finale è diretto agli avversari politici: «Per i disastri che hanno fatto, quelli che oggi parlano dovrebbero avere almeno la compiacenza e l’onestà intellettuale di fare silenzio».

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