Milia ha voluto evidenziare come le defezioni dalla maggioranza rappresentino un segnale politico preciso
Tono fermo e parole scandite con decisione da parte di Federico Milia, capogruppo di Forza Italia a Palazzo San Giorgio, durante la seduta di Consiglio comunale che ha visto ufficializzare il passaggio del consigliere Antonino Zimbalatti al gruppo azzurro.
Milia ha aperto il suo intervento ringraziando Zimbalatti per la «serietà e il garbo istituzionale» con cui ha gestito un percorso di allontanamento maturato da tempo: «È da mesi, per non dire anni, che aveva un’idea diversa rispetto all’attuale Amministrazione, ma ha scelto di mantenere un profilo basso per rispetto istituzionale. Oggi ha preso una posizione chiara e per questo lo ringrazio, così come ringrazio Riccardo Mauro, formalizzando l’ingresso nel nostro partito sulla base di risultati concreti portati alla città».
Il capogruppo di Forza Italia ha poi sottolineato che il passaggio di Zimbalatti ha contribuito a «far cadere il castello di sabbia» costruito in Aula: «Ad ogni seduta si racconta che tutto va bene, che la città è stata rilanciata in ogni settore. Ma Zimbalatti, con educazione e garbo, ha spiegato che non è affatto così».
Milia ha voluto evidenziare come le defezioni dalla maggioranza rappresentino un segnale politico preciso: «Quando tanti consiglieri scelgono di non condividere più questo percorso, quando si denuncia abbandono o poco rispetto istituzionale, significa che le cose non stanno andando come si vuole raccontare».
Sul piano amministrativo, il capogruppo forzista ha citato l’aeroporto come esempio di una crescita non accompagnata da un adeguato sviluppo cittadino: «Per la prima volta si è aperta una finestra sul mondo, Reggio si è aperta al turismo ma la città non si è fatta trovare pronta. Basta guardare al lungomare, con i chioschi ancora chiusi e i lidi in allestimento».
Milia ha infine accusato l’Amministrazione di «procedere a rilento sui servizi» ma di «accelerare sui tagli di nastri» in vista delle elezioni: «Si tenta di dare fermento a una campagna elettorale al termine della quale, finalmente, potremo dare un volto nuovo alla città».