Inchiesta Ducale, Democrazia Sovrana Popolare: "Chiediamo il ripristino di condizioni di Onestà Politica, sulle quali far ripartire la ricostruzione politica sociale ed economica della città"

Autore Redazione Web | ven, 21 giu 2024 11:45 | Democraziasovranapopalare Inchiestaducale Giuseppefalcomata

Lo ha afferma in una nota il Coordinatore Regione Calabria di Democrazia Sovrana Popolare, Giuseppe Modafferi

"Plaudiamo l´iniziativa della procura di Reggio che ha messo in evidenza rapporti patologici tra mondo della politica e mondo criminale, rapporti che vede coinvolti esponenti politici dei spicco del parterre reggino. Subito dopo ha preso il via un festival condito di ipocrisia di dichiarazioni orientate prevalentemente su due possibilità: Commissione o Dimissioni; un modo di approcciare superficiale, istintivo più da tifoso che da analista politico. Dalle intercettazioni pubblicate appare una commistione politica criminalità lesiva dei principi di democrazia legalità ed etica, e purtroppo vediamo coinvolta anche la figura della giovane promessa politica del rampollo Sindaco. Il fatto che tali atti gravi emergano solo per mano della Procura, conferma ancora una volta l´incapacità dei partiti attuali ad assolvere il mandato di opposizione e quindi di controllo, uno dei cardini dello spirito democratico, controlli che devono appunto arginare eventuali naturali derive da parte di chi amministra il potere. Dove erano i consiglieri di opposizione quando il rampollo favoriva l´assunzione del genero di un noto capo bastone? Come mai negli anni i succitati consiglieri non si sono accorti delle anomalie di varia natura che hanno caratterizzato l´operato del giovane rampollo? (bilanci anomali, assunzioni ambigue, spese fuori bilancio, ecc.) Ed per caso del mancato licenziamento del congiunto del Capo Bastone, i consiglieri di opposizione erano distratti da cosa?", lo afferma in una nota il Coordinatore Regione Calabria di Democrazia Sovrana Popolare, Giuseppe Modafferi.

"Fa tenerezza vedere adesso una (falsa ed ipocrita) levata di scudi invitando il rampollo a  dimettersi in nome dell` “amore” verso la città. Coloro che formulano tale richiesta hanno ben chiaro il profilo morale, umano dell´interlocutore? In quale momento della sua offuscata amministrazione ha dimostrato un minimo di amore verso città e cittadini? Se avessero analizzato meglio avrebbero optato per altre soluzioni più d´impatto (fornire documenti alla cittadinanza, procura, Prefettura sul marcio accumulato in 10 anni di Amministrazione). Riguardo l´amletico dubbio che attanaglia la città: Commissione Si – Commissione No, DSP analizza la problematica sotto altro aspetto: l´urgenza di avere conoscenza reale dei fatti, un´operazione di trasparenza, chiarezza, su quale è la realtà amministrativa della città dal 2014 ad oggi. Troppe ombre, ambiguità ed una condizione della città con standard da terzo mondo", prosegue la nota.

"Pertanto chiediamo che gli organi istituzionali di controllo attivino tutte le iniziative necessarie per verificare se ci siano state azioni lesive alla democrazia ed alla cittadinanza, che si individuino i responsabili ed eventualmente condannarli in tempi brevi con le sanzioni previste. Reggio è una bella città, i reggini sono cittadini che soffrono (non per responsabilità loro) disagi causati da incompetenza ed affarismo di cortile, in questa fase storica quello che abbiamo bisogno è un ritorno all´onestà politica, un valore che è generale e non è di pertinenza di schieramenti precostituiti, un´onesta che porti ad un´amministrazione orientata al bene ed alla qualità di vita dei Reggini. Concludiamo con un pensiero di Benedetto Croce sull´onesta politica: “…non è altro che la capacità politica: come l´onestà del medico e del chirurgo è la sua capacita di medico e chirurgo, che non rovina e assassina la gente  con la propria insipienza condita da buone intenzioni e da svariate e teoriche conoscenze”. Al di là di ogni espediente tecnico burocratico chiediamo il ripristino di condizioni di Onestà Politica, sulle quale far ripartire la ricostruzione politica sociale ed economica della città", conclude Modafferi.

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