Democrazia Sovrana: "Scempio piste ciclabili a Reggio chi paga?"

Autore Redazione Web | mer, 05 giu 2024 10:43 | Democraziasovrana Pisteciclabili Reggiocalabria

Lo afferma in una nota il Coordinatore Regione Calabria di Democrazia Sovrana Giuseppe Modafferi

"È di questi giorni la notizia “eclatante” che la Corte Conti di Milano  condanna Lucchina, ex dg della Sanità della Lombardia, per il caso Eluana Englaro; dovrà rimborsare i 175mila euro pagati dalla Regione al padre Beppino come risarcimento: aveva dovuto infatti trasferire la figlia in Friuli, dove le erano state interrotte le cure. Constatiamo quindi che la Corte dei Conti, quando vuole funziona.  Partendo da questo presupposto invitiamo la Corte dei Conti calabrese, ed anche la Procura (zelante in molti casi) ad approfondire il caso “scempio piste ciclabili” a Reggio Calabria. Di seguito una breve sintesi del disastro urbano, del quale ad oggi non sono stati individuati i costi reali i responsabili e quindi le sanzioni necessarie a fine pedagogico. A novembre, insieme ad un coro civico, abbiamo sollevato il caso, manifestando forti dubbi sulla validità del progetto ed ella sua messa in opera;  nonostante il manifesto e diffuso dissenso popolare, amministratori tecnici e ditta hanno trivellato l´intera citta da Nord a Sud, vie principali e secondarie, creando disagi alla circolazione e danni al manto stradale (di per sé giá bombardato). Si enunciava trionfalmente di aver accesso ad un finanziamento di 4,5 m.ni di euro da PNRR se si fosse realizzato decentemente il primo lotto previsto dal galattico progetto entro il 31/12/2023. ", lo afferma in una nota il Coordinatore Regione Calabria di Democrazia Sovrana Giuseppe Modafferi.

"Ebbene, oggi è noto a tutti lo scaricabarile di responsabilità farcito da svariate  idiozie, appare evidente che il progetto è evoluto da galattico ad ovino, e come risultato tangibile oggi abbiamo ampie zone della cittá con i residuati della folle e compulsiva trivellazione, con un degrado urbano vergognoso (via Roma -  Via Enotria – Via Italia – Viale Amendola – Bretelle Calopinace – ecc.), per il cittadino reggino si configura il classico caso descritto dalla cultura popolare: “cu panaru… ruttu e senza cirasi”. A fronte di simili scempi, con conseguente sperpero di denaro pubblico, invitiamo la Corte dei Conti (eventualmente Procura della Repubblica) di individuare le responsabilitá ed applicare il metodo “meneghino”, far pagare a chi ha oggettivamente fatto un disastro o per mala fede o per incompetenza", prosegue la nota.

"Il dinamico sportivo Prefetto di Reggio Calabria, SE Clara Vaccaro, di recente ha invitato i cittadini ad indignarsi, e concordiamo con Lei, ma serve a poco l´indignazione dei cittadini, che tra l´altro scorre copiosa da anni, se le istituzioni democratiche vivono un cronico e beato stato letargico, da anni vari cittadini, manifestano l´indignazione con iniziative di varia natura (denunce, sit – in, comunicati stampa, segnalazioni alla Prefettura), ma fronte delle segnalazioni indignate riscontriamo il silenzio religioso delle Istituzioni che avrebbero il dovere di controllare e sanzionare.Confidiamo che in questo caso palese di “disastro urbano”, gli organi di controllo si attivino e diano seguito alla profonda indignazione di gran parte della esausta e mortificata popolazione reggina. In attesa del miracolo restiamo fiduciosi e speranzosi", conclude Modafferi.

 

                                                                                   

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