Il Campionato Italiano di poker nacque da un viaggio a Las Vegas nel 2007

Autore Redazione Web | dom, 19 lug 2026 05:05 | Campionato-Di-Poker Las Vegas

Molti progetti iniziano da una riunione. Quello che avrebbe portato alle Italian Series of Poker, invece, prese forma durante un viaggio negli Stati Uniti. Era il 2007 e una coppia italiana si trovava a Las Vegas per il viaggio di nozze.

Molti progetti iniziano da una riunione. Quello che avrebbe portato alle Italian Series of Poker, invece, prese forma durante un viaggio negli Stati Uniti. Era il 2007 e una coppia italiana si trovava a Las Vegas per il viaggio di nozze. Entrando in una poker room affollata, i due videro da vicino come un grande evento potesse riunire giocatori con esperienze diverse dentro una cornice comune. Da lì nacque una domanda semplice: perché non creare anche in Italia un vero campionato nazionale?

Servirono alcuni anni per trasformare l’idea in un progetto da presentare ai casinò. Prima del tavolo inaugurale ci furono diversi tentativi (e anche qualche porta rimasta chiusa). Il punto di partenza, però, rimase quell’inaspettato scorcio di Las Vegas.

Nel 2009, quando anche il poker online faceva già numeri considerevoli, il progetto fu sottoposto alle principali case da gioco italiane. Il Casinò di Venezia mostrò interesse attraverso l’allora direttore generale Carlo Pagan, ma il cambio ai vertici della struttura bloccò il percorso prima della prima edizione.

Gli organizzatori cercarono quindi un’altra sede. La soluzione arrivò oltre il confine, al Casinò Perla di Nova Gorica. Nel giugno 2011 si disputò l’“Anno Zero” delle Italian Series of Poker, con Bojan Hrovatin nel ruolo di tournament director. Il Main Event registrò 190 partecipanti e prevedeva una quota di iscrizione di 1.100 euro. Flavio Favilli vinse il titolo dopo il confronto finale con Alessandro Scermino.

La sequenza degli eventi aiuta a capire quanto tempo separò l’idea dalla sua realizzazione:


6a607559c9cb6-immagine-2026-07-22-094543.jpg


Il termine “Anno Zero” era adatto a una manifestazione che doveva ancora trovare la propria forma. L’obiettivo era questo: dare al movimento italiano un appuntamento riconoscibile, con titoli nazionali assegnati attraverso tornei dal vivo.

 

Un campionato oltre il Main Event


Con il passare delle edizioni, il programma si è allargato. Il Main Event è rimasto il torneo più visibile, ma il campionato ha dato spazio anche ad altre varianti. I vincitori degli eventi ricevono un bracciale ISOP, richiamo evidente al modello osservato negli Stati Uniti. Nel contesto italiano, però, quel simbolo ha assunto un significato proprio: certifica il titolo conquistato in una specifica disciplina.

Dal 2013 le ISOP hanno iniziato a svilupparsi come stagione. I risultati ottenuti nelle varie tappe alimentano classifiche dedicate, tra cui quella del Player of the Year. Da questo sistema nasce anche l’Italian Poker Team, formato da giocatori selezionati attraverso il rendimento stagionale e destinato a partecipare agli appuntamenti estivi di Las Vegas.

Si crea così un collegamento curioso. Il viaggio del 2007 aveva portato in Italia l’idea del campionato; qualche anno più tardi, il campionato ha cominciato a riportare a Las Vegas una rappresentativa italiana. Non è un dettaglio costruito a posteriori. È il segno che il progetto ha conservato un rapporto concreto con la sua origine.

 

Il valore di una storia sbocciata fuori programma

Le ricostruzioni sul poker italiano tendono spesso a concentrarsi sui vincitori o sui montepremi. La nascita delle ISOP, invece, racconta un altro lato del settore. Un’intuizione maturata durante un viaggio privato ha dovuto superare rinvii e cambi di sede prima di trovare uno spazio reale.

La vicenda suscita interesse anche al di là dei tavoli. Nel 2007 il poker sportivo dal vivo stava attraversando una fase di forte esposizione mediatica. Las Vegas rappresentava il centro di quel mondo, e per importare un formato serviva adattarlo alle strutture disponibili, costruendo un calendario sostenibile.

Il Campionato Italiano ha poi sviluppato una propria continuità. Le sedi sono cambiate e ogni edizione ha avuto caratteristiche diverse, mentre il riferimento al titolo nazionale è rimasto. Proprio questa continuità distingue un evento occasionale da un appuntamento riconosciuto dal suo pubblico.

Parlare di tornei richiede comunque attenzione. Il poker con denaro comporta rischi e va considerato come una forma di intrattenimento regolamentato. La storia del campionato può essere raccontata sul piano organizzativo senza presentare il gioco come fonte di guadagno o come attività priva di conseguenze.

A distanza di anni, il passaggio decisivo resta facile da visualizzare: una sala piena osservata da due visitatori italiani. Da quella scena nacque l’idea di portare nel proprio Paese un campionato con una sua identità. Il resto non arrivò subito. Arrivò quattro anni dopo, a Nova Gorica, quando le carte iniziarono finalmente a essere distribuite.

 

 

Foto Fonte: Editor di Canva 

Pured

Aggiornamenti e notizie