Il nuovo bando ha tutti i requisiti per modificare tutto il sistema del gioco italiano. È stato fissato un prezzo di 7 milioni per ogni licenza e sono stati selezionati 46 operatori, per un totale di 52 concessioni. Le nuove licenze sono operative dal 13 novembre 2025 e sono state introdotte anche molte regole per rendere il settore più sicuro e tutelato.
Il 2026 è un anno di svolta per il mercato italiano perché il settore del gioco online è stato completamente rinnovato. Ci sarà meno frammentazione perché sono state abolite le skin e l'offerta viene regolamentata in modo più ferreo e definito. Oltre agli operatori con licenza AAMS (o ADM), ci sono anche degli operatori che non possiedono questa licenza ma questo non significa affatto che siano illegali. Per esempio, alcuni operatori mettono a disposizione €50 bonus immediato senza deposito non AAMS che consiste nell'avere un credito iniziale senza dover investire dei soldi reali. Gli operatori non AAMS sono semplicemente dei siti che dispongono di licenze internazionali diverse da quella italiana. Quindi, sono fuori dal perimetro regolato dall'ADM, ma comunque sono piattaforme legali e altrettanto sicure.
La riforma nasce nel decreto di riordino del gioco a distanza pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che ha imposto un nuovo perimetro: licenze che durano 9 anni, prezzo una tantum da 7 milioni, contributo annuo del 3% sul margine netto e investimenti obbligatori in iniziative di gioco responsabile pari allo 0,2% del margine. Inoltre, lo stesso gruppo societario non può detenere più di 5 concessioni.
Il bando ha anche spinto verso la trasparenza dei brand, vengono chiuse tutte le skin ed è previsto un unico sito ufficiale per ogni concessionario. Quindi, c'è più capitale, più compliance e i brand sono più chiari per i giocatori.
Il percorso si è chiuso con l'assegnazione di 52 concessioni a 46 operatori. Dopo l'aggiudicazione, gli operatori hanno versato la prima tranche di 4 milioni e avevano fino a sei mesi per l'avvio sotto il nuovo regime. Le concessioni sono diventate efficaci dal 13 novembre 2025, con ricavi per l'erario di circa 364 milioni. Nel 2026, quindi, ci sarà una mappa più concentrata, con i brand più solidi che attireranno nuove partnership e che promuoveranno anche la corsa alle nuove tecnologie.
Un dettaglio che ha fatto discutere è il calendario: la pubblicazione del bando a fine 2024, la finestra di presentazione delle domande entro maggio 2025, l'ufficialità dei 46 operatori a settembre e l'avvio effettivo a novembre, con alcune scadenze tecniche prorogate per completare gli adempimenti. Le tempistiche sono state strette, è vero, ma sono state decisive per allineare l'Italia agli standard europei.
Per i giocatori la novità più concreta è la semplificazione dell'offerta. Con lo stop alle skin, ogni concessionario opera con un solo sito ufficiale, il che rende più chiaro chi c'è dietro a ogni brand e come funziona l'assistenza. Inoltre, l'ADM ha facilitato l'apertura del conto anche tramite lo SPID e la CIE, così da ridurre gli attriti nell'onboarding. Sul piano dei volumi, il 2025 ha segnato un record: raccolta complessiva attorno ai 78 miliardi e spesa di più di 3,3 miliardi, con picchi verso la fine dell'anno.
Molti operatori ADM e anche quelli non ADM spesso propongono delle soluzioni come i 20 euro senza deposito. Sono dei bonus allettanti per i neo giocatori perché permettono di avvicinarsi alle piattaforme senza rischi. Con il nuovo regime, non c'è più il rischio di finire sulle skin e si ha la tranquillità di affidarsi sempre ai siti ufficiali.
Un altro effetto della gara è l'attenzione agli strumenti di controllo. Il decreto ha rafforzato gli obblighi di reporting e i presidi tecnologici, mentre l'investimento vincolato allo 0,2% per il gioco responsabile punta a finanziare i messaggi e le funzionalità utili per gli utenti.
Il 2026 parte con un mercato online più concentrato, con delle regole più chiare e dei brand più riconoscibili. L'Italia si è data un perimetro preciso, pubblicato in Camera dei deputati e in sede normativa, e ha chiuso la stagione dei domini paralleli che creavano rumore nell'esperienza d'uso. Il risultato, per chi gioca e per gli addetti ai lavori, è un ecosistema più leggibile, con delle procedure unificate di registrazione e degli strumenti digitali standard come lo SPID e la CIE.
Se i numeri del 2025 faranno da base, il 2026 sarà l'anno in cui vedremo gli effetti della concentrazione: meno operatori, più investimenti stabili, nuove integrazioni tech e una competizione che si sposta sulla qualità del prodotto e del servizio, più che sulla quantità di brand in vetrina.