Negli ultimi tempi, soprattutto in Calabria, il poker online sembra aver preso parecchio piede tra chi si diverte a giocare forse più di quanto ci si aspettasse
Negli ultimi tempi, soprattutto in Calabria, il poker online sembra aver preso parecchio piede tra chi si diverte a giocare forse più di quanto ci si aspettasse. Non è complicato capirne il motivo; la digitalizzazione ha reso tutto decisamente più semplice, più immediato; però, insieme a questa facilità, sono arrivati rischi nuovi, sfumature meno scontate che sarebbe davvero poco saggio ignorare. Qualche stima dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli parla di una Calabria che conta per l’1,7% circa del giro d’affari digitale nazionale nel settore.
C’è chi rimane affascinato dalla rapidità del sistema, altri dalla possibilità di giocare a qualunque ora o, magari, dall’idea non sempre sana che con un po’ di pratica si possa vincere tanto e subito. La realtà, però, finisce quasi sempre per essere un po’ meno romantica di così; partecipare online richiede qualche attenzione in più e, con tutta probabilità, anche strumenti concreti per evitare brutte sorprese.
C’è un parere piuttosto condiviso tra gli addetti ai lavori; il punto di partenza, se si vuole giocare senza pensieri inutili, rimane affidarsi solo a siti che hanno una concessione ADM regolare. In Italia, insomma, le piattaforme lecite di poker online sono tenute a mettere in bella vista sulla homepage sia il logo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che il numero identificativo della concessione. Non si tratta di una formalità; questa piccola certificazione rappresenta una certa forma di garanzia un impegno a offrire tutele, pagamenti solidi, protezione dei dati personali e a rispettare gli standard decisi anche dalla normativa europea.
Sembra che il rapporto AGCOM 2023 metta abbastanza in guardia. In Calabria, la questione delle licenze non cambia rispetto al resto del paese; tutta la gestione parte dall’alto, senza possibilità di fare eccezioni su base regionale. C’è poi la questione della verifica dell’identità. All’apertura del conto, viene richiesto un documento; questo, praticamente sempre, serve a dimostrare l’età e l’identità vera del giocatore. Quando questa fase manca lo dicono spesso esperti e operatori forse qualche dubbio bisogna porselo subito, senza tante esitazioni.
A parte i soldi, oggi molte piattaforme certificate lasciano anche regolare il tempo di gioco, bloccare alcune promozioni o certe fastidiose notifiche push e attivare alert in caso di superamento delle soglie considerate più rischiose. Nei testi di settore sul gioco responsabile, si afferma che questo mix tra vincoli finanziari e limiti di tempo ridurrebbe la possibilità di far nascere abitudini problematiche.
Comunque, almeno in Calabria, la responsabilità non ricade mai solo sull’individuo. Esistono ruoli ben precisi anche per le piattaforme e per quelle autorità regionali che, a vario titolo , partecipano sia al controllo che alla prevenzione e all’informazione sull’uso dei servizi digitali.
La possibilità di giocare sempre, la rapidità dei pagamenti virtuali, e una combinazione che spesso porta a decisioni troppo istintive. Un operatore del settore dipendenze di Cosenza, ad esempio, afferma che una delle strategie più raccomandate dagli esperti sia fissare dei limiti chiari, provare davvero a rispettarli. Stabilire fin dall’inizio quanto si è disposti eventualmente a perdere, mettere tutto per iscritto, e soprattutto evitare di aumentare le puntate per recuperare le sconfitte; ricette che almeno a livello europeo trovano un certo consenso.
Il tracciamento delle sessioni annotare quanto si gioca, quanto si spende, i risultati può essere utile, anche se spesso viene trascurato. Se poi ci si accorge di usare soldi destinati a bollette o spese della vita, oppure si raccontano bugie ricorrenti sulle cifre giocate, o ancora sale un’irritazione insolita quando si è costretti a stare lontani dal tavolo, le linee guida calabresi e nazionali invitano spesso a sospendersi senza attendere e a rivolgersi a centri specializzati.
Si parla tanto di prevenzione eppure, buona parte della sicurezza passa da accorgimenti molto semplici. Meglio non connettersi mai al poker online usando Wi-Fi pubblici, dispositivi senza antivirus aggiornato o carte di pagamento poco tracciabili. Il sito dovrebbe funzionare soltanto con protocollo https; mai condividere, per nessun motivo, password o PIN attraverso chat o email. In base ai dati AGCOM, non sono rari i tentativi di phishing che vanno a segno proprio quando queste regole base vengono ignorate.
Nello scenario calabrese, la normativa segue quella nazionale. Tuttavia, non mancano presidi specifici presso ogni ASL e nei centri regionali qui l’obiettivo è prevenire oppure aiutare in caso di comportamenti compulsivi. Se poi emergono controversie digitali, ad esempio su addebiti sospetti o comportamenti poco chiari delle piattaforme, è possibile rivolgersi agli sportelli Corecom per tentare una conciliazione.
Si tende a pensare che il poker online, se praticato su siti con regolare licenza e qualche regola chiara di autolimitazione, possa restare davvero un passatempo sicuro. Ma la realtà, a volte, si fa più complicata e occorre tenere d’occhio i segnali a rischio non va trascurata neppure l’eventualità di chiedere aiuto o usare subito l’autoesclusione se la situazione sfugge di mano. Gli esperti suggeriscono di preferire esclusivamente siti legali, informarsi bene sulle regole e impostare limiti precisi. Dire che basti a rendere il gioco privo di pericoli forse sarebbe scorretto; di certo, queste sono le coordinate di base che tornano più spesso. Il resto, probabilmente, dipende un po’ dal singolo e dalla sua capacità di autoregolarsi quando serve.
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