Salutare il nuovo anno con un prodotto che esalta l'identità del territorio
3,2,1 benvenuto 2025. Calici in mano per salutare il nuovo anno con un buon spumante, il cui gusto ha il sapore speciale della propria terra dove si vive o che ha dato le proprie origini.
In riferimento a quelle che genericamente definiamo “bollicine”, sono fioriti luoghi comuni più o meno attendibili: se è vero che il vino spumante sgrassa il palato coi fritti, non è altrettanto vero che col dolce si può optare anche per il brut; un’altra "querelle" riguarda il tappo da non far saltare in aria, un po' ardua come impresa e tratto distintivo dello spumante in momenti di festa ed allegria. Il primo indicatore di qualità per una bottiglia resta il prezzo (quasi sempre due fattori direttamente proporzionali), così come controllare la retro-etichetta con l’imperativo categorico di dettagliate tabelle nutrizionali e indicazione delle calorie per esteso tramite QR code.
Esistono due tipi di spumanti: uno che prevede la rifermentazione in bottiglia ed è chiamato "Metodo Classico" l'altro, dove la rifermentazione avviene in autoclave, è chiamato "Metodo Charmat".
Lo spumante calabrese, invece, è un prodotto relativamente recente ma già ampiamente premiato e riconosciuto a livello internazionale. I grandi spumanti calabresi, a fermentazione naturale ottenuti dalle uve identitarie dei territori, sprigionano sentori floreali, di frutti di bosco, mantenendo un perlage fine e persistente, un gusto pieno. Ideali sia per aperitivo che per un brindisi di fine pasto, sono ormai l’espressione più fresca delle bollicine mediterranee.