I videogiochi di domani si baseranno sempre più sul “giocare per guadagnare”
I videogiochi di domani si baseranno
sempre più sul “giocare per guadagnare”
Com’è cambiato l’universo del gaming
negli ultimi 40 anni! Senza accorgercene siamo passati dallo spendere soldi per
acquistare una cartuccia a 8-16 bit per NES o Mega Drive al poter guadagnare
giocando a un determinato videogioco presente sul web. Dal pay to play degli anni ’80-’90
eccoci all’improvviso al play to earn degli anni ’20, e nel mezzo il periodo
dei giochi freemium, che erano gratuiti, tranne le loro funzionalità avanzate
necessarie per superare livelli impossibili. Ma cosa sarebbe questo play to
earn?
Una definizione
Un gioco basato sul play to earn è un gioco online che premia i giocatori con criptovalute, NFT o altre risorse digitali quando riescono a superare gli avversari o a completare le missioni assegnate. Tale funzionalità prende spunto dal sistema di ricompense dei giochi classici, in cui i giocatori raccolgono monete, skin e oggetti semplicemente giocando. C’è però una grande differenza: in quel caso gli oggetti hanno valore soltanto all’interno dell’universo del videogioco – per esempio soltanto in World of Warcraft ha senso lottare per ottenere o il Granbastone del Guardiano Mago o le Lame da Guerra di Azzinoth. Invece, nel caso dei videogame play to earn, le crypto o gli NFT collezionati hanno valore anche nella realtà, poiché esiste un mercato che li compravende. Dunque, trascorrere del tempo con i titoli che si basano sul play to earn può far guadagnare il player, cosa che fino a qualche tempo fa era impensabile.
Un punto di svolta?
Ieri il gaming al massimo si spingeva fino all’universo dei casinò online. Oltre non c’era nulla, nel senso che non esisteva un’offerta innovativa tale da cambiare per sempre il modo di intenderlo. Poi qualcosa è cambiato. Oggi i casinò online che desiderano investire sulla realtà virtuale non sono più il punto d’arrivo del gaming di ultima generazione, come si pensava fino a qualche anno fa. Ai casinò online più conosciuti, come Unibet (che oltre a mettere a disposizione della sua clientela giochi di carte, da tavolo e slot machine si occupa di scommesse sportive), si sono affiancati i cosiddetti giochi Web3, che offrono più incentivi economici ai player. In particolare, essi, sfruttando la tecnologia blockchain, puntano tutto sul play to earn, ossia sulla possibilità di guadagnare crypto e NFT semplicemente giocando. Questa scelta nella maggior parte dei casi penalizza il gameplay, che risulta monotono e non all’altezza delle aspettative di quella platea che vuole vivere un’emozione piuttosto che ottenere importanti vincite. Ecco che i produttori dei giochi Web3 dovranno lavorare su questo aspetto, e in parte già lo stanno facendo, se vorranno offrire un prodotto che possa interessare più segmenti di pubblico. Come è accaduto per i casinò online.
Alcuni titoli da non perdere
Tra i titoli Web3 da non perdere ci sono:
Smog Token, Sponge V2 e Meme Kombat. Il primo vuole diventare un punto di
riferimento nella storia delle meme coin (criptovalute che hanno origine da un
meme di Internet) elargendo ricompense agli utenti più attivi, tramite un
massiccio airdrop (trasferimento) di token SMOG, mentre il secondo vuole
promuovere l’adozione della moneta $SPONGEV2. Infine, per quanto riguarda Meme
Kombat, abbiamo a che fare con un Mortal Kombat con protagonisti i meme più
famosi al mondo. Qui piazzando una scommessa vincente si possono ottenere più
token.