Tutto quello che c'è da sapere se il viaggio non è stato proprio quello immaginato
Le vacanze di Natale sono alle spalle e moltissime persone in Italia e nel mondo sono già rientrate dalle vacanze. Questo è il periodo del resoconto, abbiamo trascorso effettivamente la vacanza dei sogni che avremmo meritato?
Oppure siamo stati vittime di disservizi e/o invitanti promozioni truffa? Dal momento che non è facile riconoscerle, e ormai il danno è fatto, abbiamo deciso di preparare questa piccola mini-guida sui rimborsi e su come richiederli in caso di ritardi/cancellazioni aeree oppure in casi di proprie e vere truffe.
Magari non ci toglieranno l’amarezza per la fregatura presa ma almeno ci permetteranno di recuperare qualcosa dal punto di vista economico.
Location fatiscente? Ecco cosa possiamo farci rimborsare
Una delle fregature più frequenti e di cui si ha testimonianza è quella che riguarda la location. Questo accade quando il resort, l’appartamento o il villaggio non corrispondono a quanto prenotato. Magari abbiamo pagato per un 5 stelle e ci siamo trovati davanti una struttura fatiscente. Oppure abbiamo scelto un appartamento vista mare e abbiamo scoperto che la spiaggia è a un km di distanza. Per fortuna in questi casi il Codice del Turismo ci tutela garantendoci una serie di rimborsi e risarcimenti. Compensazioni che riguardano sia l’aspetto economico che i danni subiti dal punto di vista biologico, psicologico e morale.
Il 2023 è stato un anno nero per il trasporto aereo e per i milioni di italiani in vacanza nel periodo tra Natale e Capodanno, con centinaia di voli in ritardo, altrettanti cancellati e decine di giornate di sciopero degli operatori. Il 2024 si preannuncia sulla stessa falsariga, secondo le ultime indiscrezioni degli addetti ai lavori. Basti pensare che a gennaio sono già stati fissati due scioperi nazionali. Che fare, quindi, se anche il nostro volo accumula ore di ritardo o viene cancellato all’improvviso?
La prima cosa da fare è non farsi prendere lo sconforto perché i regolamenti europei e internazionali prevedono un rimborso per volo ritardato consistente. Come si legge sulle pagine di AirHelp, società che si occupa proprio di tutelare le vittime dei disservizi aerei, i ritardi superiori alle 5 ore danno diritto al rimborso totale o parziale del biglietto pagato, oltre a una compensazione economica che può variare tra i 250 e i 600 euro a seconda della lunghezza della tratta.
Questo per quanto riguarda le tratte comunitarie. Diversa la situazione per i trasporti internazionali in cui le tutele sono minori e in cui spesso la decisione se rimborsarci o meno spetta alla compagnia aerea. Per chiedere il rimborso, infine, possiamo recarci allo sportello dell’operatore in aeroporto muniti di carta d’imbarco e documenti di prenotazione, oppure far partire la pratica di risarcimento online. In alternativa è possibile affidare il tutto agli esperti delle suddette società.
Arriva la direttiva europea “Pacchetti turistici”
Buone notizie in merito alla salvaguardia dalle truffe arrivano anche da parte della Commissione Europea. Pare infatti che sia in fase di scrittura la nuove direttiva denominata “Pacchetti turistici” che andrà a rivedere i diritti dei viaggiatori stabilendo una nuova disciplina riguardante il rimborso dei voli, i voucher, le caparre e le assicurazioni. Per i primi, se acquistati attraverso agenzia, ci sarebbe rimborso diretto anche dall’intermediario. Per i voucher da viaggio cancellato, pare che sia previsto un possibile risarcimento automatico se non utilizzati nel periodo di validità. Mentre la caparra massima, infine, potrà essere limitata al 25%, fino a 4 settimana prima della data di partenza.
Il danno da vacanza rovinata: cos’è e a cosa da diritto
In realtà esiste a livello legislativo anche una specifica fattispecie relativa a truffe e fregature nel campo del turismo. Il suo nome è “danno da vacanza rovinata” ed è “il pregiudizio arrecato al viaggiatore per non aver potuto godere del viaggio organizzato come occasione di piacere, svago o riposo senza soffrire il disagio psicofisico che accompagna la mancata realizzazione del programma previsto”.
Il danno in questione si ha, solo per fare alcuni esempi pratici, quando il viaggiatore si ritrova in una struttura di qualità inferiore rispetto a quella prenotata, quando ci sono dei lavori di ristrutturazione nel periodo di soggiorno, se la spiaggia vicina alla struttura non è praticabile, se viene cambiata la location perché non ci sono posti disponibili e se non viene consegnato il bagaglio per tutta la durata della vacanza.
Le vittime di questo tipo di danno possono richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza trascorso non nelle condizioni previste dagli accordi contrattuali. Questo sta a significare che ci sono due tipologie di voci risarcibili: il pregiudizio economico, facilmente identificabile nel prezzo della vacanza acquistata, e il danno morale. Quest’ultimo è ovviamente più difficile da quantificare anche se secondo un orientamento ormai consolidato della Corte di Giustizia Europea, spetta al giudice stabilirne l’entità. Giudice che dovrà valutare alcuni elementi come l’irripetibilità dell’esperienza, il valore soggettivo attribuito al viaggio dalla vittima dei disservizi e lo stress psicologico subito dalla stessa vittima.
(PuRed)