Uno scenario nuovo che promette un salto in avanti
Andrea Abodi, Ministro dello Sport, è recentemente tornato a
parlare sulla carta dei doveri ai margini del convegno “I sogni dei giovani
costruiscono il futuro” in seno al Festival Orientamenti. Si è parlato, tanto,
anche di gioco illegale alla luce delle recenti accuse, con condanna, per
alcune stelle del calcio italiano. I numeri sono chiari: il gioco illegale vale
più di 20 miliardi di euro e rappresenta uno scoglio talvolta insormontabile
per chi cerca di lavorare per la tutela e il divertimento degli utenti.
Ma a cadere, recentemente, sono stati dei professionisti. E la carta
dei doveri nasce anche come monito per ricordare il
professionismo. È un “contributo alla responsabilizzazione”, per citare il
Ministro. Ci si è interrogati, in questi mesi, su chi abbia commesso degli
errori e come. Va comunque ricordato che i calciatori, prima ancora che star,
sono professionisti che sottoscrivono un contratto e che hanno anche una sorta
di responsabilità sociale. Certo, va da sé che come tutti gli esseri umani
questi debbano fare i conti con fattori di fragilità o patologici, ma tant’è.
Il tema della ludopatia è estremamente delicato e rappresenta un problema
significativo in Italia, colpendo numerosi giocatori, in particolare molti
giovani. Secondo i dati forniti da questo
studio, la situazione nel 2022 è stata particolarmente allarmante: gli
italiani hanno speso 136 miliardi di euro in giochi d'azzardo, con un
incremento notevole soprattutto nel settore online. Nei precedenti quattro
anni, la spesa totale ha raggiunto i 73 miliardi di euro. Attualmente, si stima
che ci siano 3.8 milioni di giocatori in Italia. Le modalità di gioco sono
diverse, con le scommesse che costituiscono il 7% del totale delle spese nel
gioco d'azzardo.
Intanto l’intero settore attende come l’aria una riforma. Ne
parlano gli esperti di Gaming Insider,
che ricordano come “il governo attuale abbia messo in piano un decreto
legislativo per riformare il settore da capo a fondo. Ma ad oggi questo decreto
non è ancora transitato per il Consiglio dei Ministri e quindi è ancora affare
rimandato, probabilmente al 2024”.
Cosa comprende questo progetto di riordino? “Anzitutto la riforma delle
concessioni online, che potranno essere acquistate – per un massimo di cinque –
versando 7 milioni di euro a concessione. È un punto tra tanti. Spazio anche
alla lotta alle dipendenze da gioco: misure di autolimitazione al gioco in
termini di tempo, spesa e perdita di denaro. Per il gioco online sarà inoltre
previsto un filtro speciale che bloccherà il giocatore nel momento del
superamento di una soglia di spesa o di tempo. Inoltre, è prevista la
comparsa di messaggi automatici che daranno coscienza del tempo passato a
giocare e della spesa raggiunta. Infine, il concessionario sarà obbligato ad
investire lo 0.2% dei ricavi in campagne informative sui rischi dell’azzardo”,
spiegano da Gaming Insider.
Insomma, un vaso panorama di cambiamento che promette, quando sarà realizzato, un salto in avanti. C’è da capire sulle tempistiche, tutto sommato.
(PuRed)