Allarme pensioni in Calabria tra denatalità e bassi redditi

Autore Redazione Web | mer, 20 dic 2023 10:36 | Pensioni Redditi

Il tema della previdenza è sempre più caldo nella nostra regione, dove i pensionati superano i lavorativi attivi. Una statistica che spinge a guardare altrove per mettere in sicurezza il proprio futuro

A Reggio Calabria ci sono 67 lavoratori attivi ogni 100 pensionati. Lo stesso discorso, o molto simile, vale per Crotone e Vibo Valentia, per Cosenza e Crotone, per Catanzaro. Tutte le province della nostra regione rientrano tra le 39 province italiani in cui ci sono più pensionati che lavoratori.

I dati, inquietanti, parlano di una situazione difficile legata alle pensioni nel nostro paese e in particolare nel Sud Italia, che paga il prezzo pesante di denatalità e bassi redditi. Una situazione che può essere risanata solo con due strade: una generale, nazionale e collettiva, e una personale. Quella che porta a una strada alternativa: ai fondi pensione e alla previdenza integrativa. Prendono questo nome tutti quegli strumenti che mirano a mettere in sicurezza il futuro dei contribuenti, andando a rimpinguare un assegno mensile che si preannuncia particolarmente scarno e soprattutto tardivo. Di soluzioni alternative alla pensione tradizione ne esistono diverse: ci sono i fondi pensione chiusi, differenti a seconda del territorio o dell’azienda in cui si lavora, oppure quelli aperti, creati appositamente da banche e compagnie assicurative, e infine i PIP, i Piani Individuali Pensionistici, prerogativa delle compagnie di assicurazione. Di soluzioni, insomma, ne esistono diverse e rendono la previdenza complementare aperta e accessibile a tutti.

Una strada, questa, che inizia a essere scelta da sempre più persone, anche nella nostra regione, dove si registra una “forte dipendenza dalle pensioni come fonte di reddito” dal momento che le famiglie “svolgono un ruolo chiave come ammortizzatori sociali”. A parlare è Vincenzo Carrieri, Professore Ordinario di Scienza delle Finanze dell’Università della Calabria, che ha lanciato l’allarme per la nostra Regione: “C’è il rischio di non poter garantire pensioni adeguate a causa di pochi contributi versati esiste”.

La soluzione che auspica il docente è quella generale e nazionale di cui parlavamo in apertura: l’ampliamento della base occupazionale, un programma vasto di incentivo alla natalità, investimenti mirati e continui sui giovani e sul loro accesso nel mondo del lavoro. “La produttività favorisce la crescita economica – ha spiegato - e contribuisce in modo determinante anche alla sostenibilità del sistema pensionistico”. Un sistema pensionistico che deve cambiare in fretta. E che deve offrire sempre di più strade alternative e complementari a quella ufficiale.  

(PuRed)

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