Il ricordo dell'editore Eduardo Lamberti Castronuovo
Di una cosa siamo certi, e lo confermano i fatti, Reggio Calabria ha dato i natali e continua a farlo, a cittadini che la onorano in tutto il mondo, per le grandi capacità in tutte le professioni. Basta fare un viaggio in qualunque città d’Italia, ed anche all’estero, per incontrare fior di professionisti, operai e manager, nativi di Reggio Calabria, che prestano la loro opera con risultati eccellenti per la popolazione per la quale lavorano.
Purtroppo, la morte fa parte della vita e ci toglie, però, molte persone di cui non vorremmo mai sentire che siano scomparse. Conferiamo loro una certa immortalità ideale che, ahimè, non coincide con quella naturale. Oggi abbiamo perso un altro di questi figli reggini che ha onorato il giornalismo italiano.
È scomparso, infatti, Mimmo Morace unanimemente riconosciuto come uno dei migliori giornalisti sportivi di tutti i tempi. Non voglio ricordarlo con il suo Curriculum Vitae, poiché è stato già molto ben esposto dal Segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi.
Desidero piuttosto ricordare l’uomo, il padre di famiglia, l’amico vero di molti. Mi era ben nota la sua affabilità, dimostrata in ogni momento della sua vita, prima e dopo aver lasciato per raggiunti limiti di età la professione.
Lo ricordo con grande tristezza, ma con un sorriso sulle labbra, quando lo incontravo sul corso Garibaldi in compagnia del comune amico e collega Eugenio Marino. Aveva sempre una parola, sommessa e proferita con garbo, buona per tutti e riusciva a cogliere sempre il lato positivo di ogni cosa, anche di quella apparentemente più negativa. Aldilà delle sue doti, sempre manifestate, Mimmo può essere definito un aristocratico non solo del giornalismo ma dell’essere un uomo calabrese, reggino per precisione, di cui andare orgogliosi.
Accenno solo al fatto professionale che per la sua onestà intellettuale, materiale, unanimemente riconosciuta, non è mai stato un giornalista su ordinazione. Così come è stato un padre di famiglia illuminato ed illuminante per i suoi figliuoli che hanno intrapreso la medesima strada, di vita e professionale. Al fratello Aldo, luminare della letteratura italiana e profondo conoscitore di Corrado Alvaro, vada il sentimento più affettuoso, anche per la grande amicizia che ci lega fin dai tempi dello scoutismo, e le condoglianze e la vicinanza per aver perso una pietra miliare della sua vita.
I medesimi sentimenti giungano alla consorte Sig.ra Patrizia, a Daniele, Luciano e Laura e a tutti coloro che hanno avuto il gran privilegio di conoscere Mimmo.
Ciao Mimmo, sono certo che anche lassù apprezzeranno il fatto che tu sia stato un vero e grande Uomo di Calabria.
Riposa in pace,
Eduardo Lamberti Castronuovo