Stanziati 8,8 miliardi di euro dal 2022 al 2027 per il "Fondo per l’avvio delle opere indifferibili", quasi 50 milioni alla Calabria.
Per rispondere al pesante aumento dei costi dei materiali da costruzione che rischiava di minare la fattibilità di molte opere pubbliche di importanza strategica per il Paese, è stato istituito, già dallo scorso anno, il “Fondo per l’avvio delle opere indifferibili”. Questo ha consentito di stanziare complessivamente 8,8 miliardi di euro dal 2022 al 2027 per mettere in sicurezza l’avvio di una serie di procedure di affidamento che rischiavano di essere bloccate da costi di realizzazione non più compatibili con le stime della prima ora.
Le risorse vengono via via assegnate attraverso due canali alternativi: la richiesta diretta dagli enti ai ministeri e la preassegnazione di default di una serie di risorse aggiuntive – proporzionali al costo delle opere – che gli enti locali devono poi confermare, entro una determinata scadenza, di essere intenzionati ad utilizzare. Per i progetti finanziati dall’ultima tranche di risorse che vale oltre 815 milioni di euro, oltre la metà dei fondi aggiuntivi per compensare gli extra-costi (406.636.285 euro) è confluita in opere i cui soggetti attuatori sono comuni, città metropolitane e società pubbliche localizzate nel sud o nelle isole. A rilevarlo è il Centro Studi Enti Locali in una elaborazione per Adnkronos, basata su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Gli enti del centro Italia hanno ottenuto oltre 152 milioni di euro mentre a quelli del nord sono andati poco meno di 257 milioni di euro. A livello regionale, è la Campania a fare la parte del leone con quasi 98milioni di euro a sua disposizione per ammortizzare il peso del caro materiali. Seguono la Puglia, con quasi 90 milioni, la Sicilia (89,6 milioni), la Lombardia (76,5 milioni) e l’Emilia Romagna, con oltre 66,6 milioni di euro.
Proseguendo, in ordine decrescente, troviamo i quasi 53 milioni assegnati a enti pubblici laziali, i 49,8 milioni destinati agli enti della Calabria, i 49 milioni indirizzati alla Toscana e i 37 milioni circa assegnati a enti piemontesi e marchigiani. Oltre 34 milioni la quota parte di competenza degli enti veneti, oltre 23,5 i milioni destinati alla Liguria e alla Sardegna. E ancora, agli enti abruzzesi saranno erogati poco meno di 34 milioni, a quelli lucani sono andati 15,8 milioni, a quelli umbri oltre 13 milioni. Chiudono il cerchio le regioni Trentino-Alto Adige (9,2 milioni), Molise (7,2 milioni), Friuli Venezia Giulia (6,5 milioni) e Valle d’Aosta (oltre 500mila euro).
I beneficiari sono soprattutto comuni (la loro quota parte ammonta a oltre 735 milioni) ma un ruolo importante è svolto anche dalle province che hanno intercettato poco meno di 50 milioni, dalle città metropolitane (18,6 milioni) e dalle società partecipate che hanno ottenuto oltre 5 milioni per compensare il rincaro dei costi di costruzione. Seppure assegnatari di quote più marginali, l’elenco delle tipologie dei soggetti attuatori comprende anche agenzie regionali, Asp, comunità e unioni montane, consorzi e unioni di comuni ed enti parco.
Il grosso delle opere messe in sicurezza (5.007 su 5.259) sono attuative di investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Tra gli enti locali beneficiari dei finanziamenti ci sono però anche coloro ai quali è affidata la messa a terra di 252 progetti afferenti ai seguenti programmi del piano nazionale complementare (Pnc). Questi i programmi in questione: interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016 (959.082 euro); strategia nazionale aree interne - miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade (6.824.912 euro); sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (6.059.644 euro) e piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali (940.000 euro).
Oltre 104 milioni sono destinati a compensare i rincari che rischiavano di minare 306 opere dell’ambito “Piani urbani integrati”. Chiudono il cerchio gli oltre 32 milioni di euro che si aggiungeranno a quelli stanziati in prima battuta per finanziare il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità (477 interventi), il programma innovativo della qualità dell’abitare(29.128.074 euro per 149 interventi), i programmi per valorizzare l’identità dei luoghi, e nello specifico parchi e giardini storici (aumentata la dotazione finanziaria di 10 progetti per un totale di 1.726.442 euro). Infine, il capitolo trasporto pubblico locale. Sono sette i progetti rifinanziati che perseguono l’intento di rinnovare il parco autobus regionale per il trasporto pubblico con veicoli a combustibili puliti (748.675 euro). Tre, invece, i progetti per lo sviluppo del trasporto rapido di massa, ai quali sono stati attribuiti quasi 22 milioni di euro aggiuntivi.