Aumentano le esportazioni che segnano un nuovo record sul mercato
In controtendenza
aumentano le esportazioni alimentari nel 2023 che fanno segnare un nuovo record
dopo il massimo storico di 60,7 miliardi di euro registrato lo scorso anno
grazie ai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e
ortofrutta fresca che salgono sul podio delle specialità italiane più venduti
all’estero. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia per l’alimentare
un aumento dell’1,9% ad aprile rispetto al calo generale del 5,4% rispetto allo
stesso mese dell’anno precedente.
Complessivamente al
primo quadrimestre del 2023 l’export alimentare – sottolinea la Coldiretti nella nota – è
balzato del 10,5% ben più della media. Tra i principali Paesi, ad essere
cresciute di più nel 2023 – precisa la Coldiretti – sono le esportazioni
alimentari in Francia, con un balzo del 19% davanti alla Germania (+12%), alla
Gran Bretagna (+12%) e agli Stati Uniti (+3%). A livello complessivo la
Germania resta comunque nel primo quadrimestre il principale mercato di sbocco
dell’alimentare con un valore di 2,6 miliardi davanti agli Stati Uniti con 2,1
miliardi che superano di misura – evidenzia la Coldiretti – la Francia che si
piazza al terzo posto con 2 miliardi. Risultati positivi – precisa la
Coldiretti – anche nel Regno Unito con 1,3 miliardi che evidenzia come l’export
tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali
legate all’uscita dalla Ue.
Nel mondo il
campione dell’export tricolore si conferma il vino mentre al secondo posto si
piazzano la pasta e gli altri derivati dai cereali e in terza posizione –
continua Coldiretti – ci sono frutta e verdura fresche, seguite dall’ortofrutta
trasformata, dall’olio extravergine di oliva e dai salumi.
Un successo che è
sotto attacco secondo la Coldiretti dal terrorismo salutistico su vino e
salumi, delle etichette a semaforo che bocciano le eccellenze tricolori, delle
nuove norme sugli imballaggi e all’estremismo green con le fattorie equiparate
alle grandi industrie inquinanti, fino al divieto della pesca a strascico fino
al possibile l’arrivo dei prodotti artificiali.
“Il contributo
della produzione agroalimentare Made in Italy alle esportazioni e alla crescita
del Paese potrebbe essere nettamente superiore e per questo serve cogliere
l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale ed agire sui
ritardi strutturali dell’Italia sbloccando tutte le infrastrutture per
migliorare i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del
mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi
composta da aeroporti, treni e cargo” ha affermato il presidente della
Coldiretti Ettore Prandini.