L'analisi del presidente provinciale sulla base dei dati Svimez e Istat
di Claudio Aloisio* - Emergenza poveri al sud. Questo l’allarme lanciato dal Presidente dello Svimez Adriano
Giannola secondo cui il caro energia, la crisi economica e l’inflazione
galoppante rischiano di creare 600mila nuovi poveri nel meridione.
Parlando di casa
nostra, in Calabria ci sono oltre 800mila persone che vivono in famiglie a
rischio povertà, circa il 40% della popolazione. Purtroppo i dati dello Svimez
ci dicono che questi numeri aumenteranno ulteriormente.
Per comprendere
meglio quanto potrebbe essere devastante questo incremento basti pensare che
già oggi per il 35% delle famiglie calabresi le “spese
incomprimibili”, bollette e generi alimentari, erodono l’80%
del budget disponibile. Immaginiamoci se questa situazione già tragica dovesse
peggiorare come prevede questo studio.
Non bastasse lo
Svimez anche l’Istat, nel report sui
divari territoriali appena pubblicato, avverte che la crisi al Sud è senza precedenti
nella storia non solo per la povertà e l’atavica
carenza di lavoro ma, anche, per l’impoverimento
demografico dovuto a denatalità, invecchiamento ed emigrazione.
Il rapporto
sottolinea le criticità del Mezzogiorno rispetto al settentrione iniziando dal
Pil che nel Sud è pari al 55% di quello del Centro Nord e continuando con l’enorme
differenza nella dotazione infrastrutturale e l’inaccettabile divario nei
servizi primari come la sanità, l’istruzione,
il welfare solo per citarne alcuni. Dati
che confermano
l'aumento della forbice tra Nord e
Sud e il continuo depauperamento delle già magre risorse del Meridione.
È evidente che le
strategie degli ultimi anni, lungi dall’aver risolto il problema dell’Italia a
due velocità, hanno invece contribuito a peggiorarlo. Il tutto nel momento in
cui le enormi risorse del Pnrr potrebbero realmente fare la differenza. Nei fatti,
però, al di là di proclami e fantasmagorici progetti questa messe di denari non
sta incidendo come dovrebbe, anzi!
E in un contesto così
drammatico si ha ancora il coraggio di parlare di autonomia differenziata! Come
non bastassero i danni disastrosi che stiamo tutt’oggi pagando sulla nostra
pelle, generati da un federalismo monco e iniquo.
Guardiamo in faccia
la realtà una volta per tutte: siamo un’area
metropolitana morente all’interno di una regione agonizzante. Il
nostro territorio continua a desertificarsi, a impoverirsi, a invecchiare, e
coloro che potrebbero farlo rinascere, le nuove generazioni, si trovano
costrette a emigrare perché ormai hanno perso anche la sola speranza di
una vita migliore.
E, per aggiungere al
danno la beffa, i pochi che rimangono invece di essere supportati devono fare i
conti con una classe dirigente inadeguata e una macchina burocratica
inefficiente e inceppata, distante sideralmente dalle problematiche che
giornalmente gli imprenditori e i cittadini devono affrontare.
Questa è la
situazione al netto delle tante parole, delle innumerevoli promesse mai
mantenute e delle belle intenzioni che però rimangono tali.
Forse sarebbe il caso
di darci tutti una bella svegliata e prendere coscienza che se non cambiamo le
cose, se non facciamo di tutto per salvarci, nessuno lo farà per noi.
Affogheremo soli mentre gli altri staranno a guardare limitandosi a lanciarci
qualche salvagente logoro e bucato che, ovviamente, non basterà a salvarci da
un disastro annunciato ormai da decenni.
*Presidente
Confesercenti Reggio Calabria