La continuità del fondo e la programmazione del previsionale 2026 confermano come la contrattazione nel terziario reggino sia un modello avanzato
Le organizzazioni del terziario reggino confermano l’impegno verso una contrattazione di qualità e un welfare condiviso. Nei giorni scorsi, Confcommercio, insieme a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha deliberato l’erogazione dei contributi di welfare per il 2025 a favore dei lavoratori e approvato il previsionale 2026, destinando un plafond annuo di 150 mila euro al sostegno del welfare contrattuale.
Un fondo attivo da dieci anni, continuamente implementato, che garantisce ai lavoratori del terziario, della distribuzione e dei servizi accesso a prestazioni di prossimità: sostegno alla natalità, contributi per istruzione, mobilità, sport, benessere e sicurezza. Il sistema si integra inoltre con fondi nazionali per la sanità integrativa, la previdenza complementare e la formazione interprofessionale.
“La contrattazione di qualità è la forma più alta di corresponsabilità tra le parti”, sottolinea Lorenzo Labate, presidente di Confcommercio Reggio Calabria. “Ogni risorsa investita in welfare, sicurezza e formazione si traduce in valore aggiunto per il territorio. È una politica del lavoro che produce effetti concreti, rafforza la fiducia e sostiene la competitività delle imprese.”
Fabio Giubilo, direttore di Confcommercio, evidenzia come il contratto non sia solo uno strumento per regolare i rapporti di lavoro, ma un vero e proprio motore di sviluppo: “Welfare, formazione e sicurezza sono pilastri inscindibili della buona contrattazione. Dove il contratto è applicato integralmente, si creano condizioni più solide per il lavoro, si riduce il contenzioso e si cresce in qualità.”
Dal fronte sindacale, Valerio Romano (Filcams Cgil) afferma: “La contrattazione territoriale rappresentativa e partecipata diventa uno strumento di giustizia e progresso, trasformando i diritti in opportunità reali.” Anna Rosa Marrapodi (Fisascat Cisl) aggiunge che il welfare bilaterale reggino anticipa i bisogni del lavoro e dà stabilità a un sistema che valorizza competenze, sicurezza e inclusione. Sabrina De Stefano (Uiltucs Uil) ribadisce che le risorse destinate al welfare non sono spesa, ma investimento sociale, capace di rafforzare reddito, sicurezza, competenze e coesione del tessuto produttivo.
La continuità del fondo e la programmazione del previsionale 2026 confermano come la contrattazione nel terziario reggino sia un modello avanzato, in linea con gli obiettivi nazionali di rappresentanza, bilateralità e coesione sociale. Da Reggio Calabria arriva così un messaggio chiaro: investire nel welfare e nella qualità contrattuale significa sostenere i lavoratori, rafforzare le imprese e consolidare lo sviluppo del territorio.