L'associazione ha richiesto un parere all’archeologo Michaelis Lefantzis
In occasione
dell’apertura straordinaria degli scavi di Piazza Garibaldi nell’ambito delle
Giornate Europee del Patrimonio 2023 l’Associazione Culturale Anassilaos,
mediante l’invio di una serie di immagini fotografiche, ha richiesto un parere
all’archeologo Michaelis Lefantzis, che è stato tra i protagonisti della
scoperta archeologica del “Tumulo di Kasta Anfipoli” in Grecia. Lo studioso, in
occasione della sua presenza a Reggio Calabria nel mese di aprile 2023 per ritirare
il Premio Anassilaos, aveva già avuto modo, nel corso di una “visita” agli
spazi archeologici della Città, di analizzare de visu la presenza delle più significative vestigia greche e
romane della città (spazio Griso-Laboccetta) e, sul Lungomare, le tombe, le
mura e le terme e in quella circostanza aveva anche formulato una serie di
ipotesi sulla struttura della polis reggina. “Anche se è difficile esaminare il
manufatto dalle fotografie – ha egli scritto - direi che questo monumento importante è il
podio di un "naiskos" (tempietto) che probabilmente veniva utilizzato come
Mausoleo in un periodo di tempo dal 1° sec. a. C. al 2° sec. d.C. Questo podio è
formato al suo interno come un litodema sopra una fondazione di
blocchi di calcare. La copertura mancante poteva essere costituita da sottili
lastre marmoree basati sul "kymation"(cornice, modanatura
ondulata a doppia curva) che circondava la pianta. La superficie superiore
costituiva la base dei muri e del pavimento del tempietto. Se l’apertura
circolare emersa dallo scavo è quella originale potremmo trovarci di fronte a
un "hieròs bothros" per il culto del morto, (dove il termine bothros -in greco βόϑρος-
indica cavità, buca, fossa scavata nella
pietra o nella terra in cui era versata la libagione per i defunti (latte e
miele, vino ed acqua) e sopra di esso venivano sgozzate le vittime onde il
sangue di queste vi scendesse ed Hades e Persefone fossero propiziati e hieros, in greco ἱερὸς, l’aggettivo sacro). La presenza della rampa dall' altro lato
della costruzione indica il punto d' ingresso del mausoleo. La soprastruttura
pare essere stata "rasata". Un fatto questo da cui si potrebbe trarre
l’ipotesi di una damnatio memoriae avvenuta
prima dell’età Cristiana. Questo tipo di monumento – a parere dello studioso –
è rappresentativo della condizione sociale e del ruolo della persona morta: un
aristocratico vicino alla famiglia imperiale, primo sacerdote e/o prima
sacerdotessa il cui il culto era l’elemento più importante, forse il nucleo di
una necropoli circondata da tombe. Si tratta ovviamente – ci tiene a precisare
Lefantzis – di ipotesi che soltanto la conclusione dello scavo intorno al monumento
potrà confermare o meno.