Nell’ambito
delle Giornate Europee del Patrimonio 2023
Gerace fu per circa due secoli – dalla seconda metà del
Cinquecento alla seconda metà del Settecento – e quindi in un periodo
importante per la storia artistica italiana che ricopre tutto quell’arco di
tempo che comunemente chiamiamo Barocco, un noto e importante centro di
produzione ceramica della Calabria. Dal secondo Cinquecento, infatti, i vasai
di Gerace sperimentarono con successo la tecnica della maiolica, aiutati dalla
grande qualità dell'argilla locale, con risultati per certi versi sorprendenti
che ebbero un enorme successo. Gabriele Barrio, autore del De antiquitate et
situ Calabriae, attesta che già intorno al 1570 a Gerace si producevano vasi
nobili, cioè “maioliche”. Nel 1617, il pittore lacovo Cefalì volle consacrare
il suo nome alla Storia lasciando la propria firma su una serie di vasi
prodotti nella sua bottega impiantata a Gerace. Decorate dai colori vivaci del
giallo sole, del verde prato e del blu oltremare, le maioliche di Gerace, ad
imitazione delle più celebri raffinate maioliche prodotte a Venezia,
acquistarono una fama tale da attirare l’attenzione di importanti committenti
quali i Cavalieri di Malta o i rettori del Grande Ospedale di Messina per i
quali produssero decine e decine di opere, in molti casi destinate a costituire
interi corredi da farmacia. È per riportare all’attenzione del grande pubblico
e degli amanti dell’arte su una tradizione, in auge per più di due secoli e che
poi scompare lasciando spazio ad altri centri di produzione, che nasce l’idea
di creare presso la Cittadella Vescovile di Gerace un museo nuovo che possa
raccontare questa straordinaria storia di uno dei borghi più belli d’Italia.
Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2023, con l’esposizione
permanente dal titolo Cretae Pictae 2, Maioliche di Gerace dal XVI e XVIII
secolo di 14 maioliche, provenienti di collezione pubblica e privata,
attraverso una sinergica collaborazione tra la Diocesi di Locri-Gerace, il
Comune di Gerace e il Ministero della cultura - Sapab di Reggio Calabria,
s’intende inaugurare e mostrare per la prima volta il primo nucleo di opere del
costituendo “Museo della ceramica geracese” e raccontare, nel loro luogo di
produzione, un momento importante della storia di Gerace e della Calabria.
“Cretae Pictae 2, Maioliche di Gerace dal XVI e XVIII secolo” fa seguito
all’esposizione di maioliche geracesi e veneziane provenienti da Malta tenutasi
sempre presso la Cittadella Vescovile nell’estate del 2022. Il progetto è
ideato da Giuseppe Mantella e dall’Associazione Arte e fede ed è curato da
Monica De Marco, la più nota studiosa di maioliche geracese, da Vincenzo
Cataldo e Sante Guido mentre all’Università della Calabria - Dipartimento di
Scienze della Terra e a Mantella Restauri S.r.L si devono le indagini
scientifiche eseguite su alcuni reperti in mostra che, in una prossima
pubblicazione, daranno conto di nuovi e importanti dati sulle tecniche di
realizzazione delle maioliche geracesi. I restauri sono stati eseguiti dalle
ditte: Sante Guido Restauro Opere D’Arte di Roma e Mantella Restauri S.r.l.
Sponsor tecnici: Athena Antichità di Palermo, Antichità Imbimbo di Bari,
Italtecnica di Davoli (CZ). Un particolare ringraziamento va’ a: Anacleto
Carboni, Anna Condò, Jaya Di Domenico, Felice Spanò e Francesco Maria Spanò.