Inaugurata pochi giorni fa sarà visitabile fino al prossimo 23 settembre
Lo scorso sabato 19 agosto si è aperta con grande successo la personale di pittura di Giulio Manglaviti dal titolo “La
folla è femmina”, che presenta in anteprima il suo ultimo progetto espositivo
in Sottogiudecca, il nuovo spazio interamente
dedicato al contemporaneo nell’underground di Via Giudecca 23 a Reggio
Calabria. La storica Galleria
Arte Toma, presidio d’arte in città dal 1912, riparte da qui con una
proposta culturale fresca e multidisciplinare, in aperto dialogo con il
panorama artistico nazionale.
Giulio Manglaviti - talentuoso reggino
classe ’82 - è artista completo e instancabile, che negli ultimi vent’anni si
è cimentato nel disegno, la grafica, la pittura, la scultura e la fotografia
sperimentale, attraverso un lessico informale asciutto e deciso. Durante
la pandemia, approda al ritratto come antidoto alla solitudine imposta
dalle misure di contenimento in atto. L’esercizio pittorico diventa una pratica
quotidiana necessaria ad esorcizzare paure e fantasmi interiori, che nel corso
degli ultimi tre anni lo porta a realizzare uno schedario di oltre 500 volti
di amici e nemici, reali e inventati, utilizzando rigorosamente la tecnica
dell’olio su carta formato A5.
Il titolo - estratto da una citazione
del biografo tedesco E. Ludwig: “La folla ama gli uomini forti. La folla è
femmina”
- enfatizza la visione di Giulio, creatore e demiurgo, i cui personaggi esistono
secondo la sua volontà. Non a caso scendendo le scale di Sottogiudecca si
incontra subito la project room in cui va in scena “Multivisione
dell’egoismo di Giulio”, opera multimediale distorsiva realizzata a
quattro mani con Giulia Toma (editor di tutto il progetto grafico
della mostra) e già presentata alla XVI° edizione del Talent Prize.
L’accesso alla sala principale regala immediatamente uno
straordinario effetto immersivo: i ritratti sono fissati a nastro su rulli
portanti di celluloide trasparente alti oltre 4 metri, che scivolano lungo le
pareti ricoprendo a tappeto l’intera superficie di questo suggestivo
sotterraneo brutalista interamente rinnovato. “Un allestimento che ricrea
volutamente l’assetto di un cantiere, uno studio improvvisato in cui l’artista
presenta ‘in rotazione’ parte di questo monumentale work in progress
iniziato nel marzo 2020, quando l’isolamento forzato lo conduce ad
un’urgenza di rappresentazione dell’altro”, come spiega Marta Toma,
curatrice della mostra. Dietro questo caleidoscopico mosaico di identità,
in cui si mescolano risultati e intenzioni estremamente diverse, c’è la volontà
di costruire “un racconto corale disturbato, in cui tutti i ritratti
partecipano 1:1 al processo di riscoperta della figura. I suoi personaggi
perdono forma e prendono ombra, per assumere uno spessore di entità”.
La mostra, che gode del patrocinio dell’Associazione ‘Amici del Museo di Reggio Calabria’ e dell’Associazione ‘Anassilaos’, sarà visitabile fino al 23 settembre 2023 (Lun 16.30-20.30; Mar-Sab 09.00-13.00/16.30 - 20.30).
a cura di Marta Toma