"Le
nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino": questo il
titolo
Da
domani una nuova mostra arricchirà la programmazione estiva del Museo
Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. "Le nuvole e il fumine. Gli
Etruschi interpreti del volere divino": questo il titolo della suggestiva
esposizione nata dalla collaborazione tra il MArRC, la Direzione Regionale
Musei della Toscana e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
«Ho accolto con entusiasmo questo progetto
– dichiara Stefano Casciu, direttore regionale dei Musei della Toscana – che
porta la straordinaria cultura degli Etruschi nel cuore della Magna Grecia.
L'accordo di collaborazione firmato con il MArRC segna l'avvio di una
significativa sinergia, volta a promuovere e valorizzare in rete il ricchissimo
patrimonio archeologico del nostro Paese».
Più
di un centinaio le opere in esposizione, giunte sulla riva dello Stretto dal
più importante Museo dell'Etruria settentrionale. Statue, preziosi oggetti in
oro, argento e bronzo, ceramiche figurate e le caratteristiche urne cinerarie
decorate con i più distintivi motivi etruschi, tra cui quello dei defunti sul
coperchio. Molto suggestivi i due canopi scelti per presentare la mostra: si
tratta di complesse urne cinerarie a testa umana che cercavano di mantenere il
ricordo dell'immagine del defunto. L'esposizione è curata dal direttore del
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino; dal
direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo; e dalla
curatrice della sezione etrusca dello stesso Museo, Barbara Arbeid. La
cerimonia di inaugurazione, che sarà presentata da Emanuela Martino, si terrà
alle 18.00 nel suggestivo spazio di piazza Paolo Orsi e sarà aperta a tutti,
fino a disponibilità di posti.
«La mostra – sottolinea Iozzo – vuole illustrare
al pubblico più ampio il fascino della civiltà etrusca, vista attraverso gli
aspetti della vita quotidiana, dei culti e dei rituali funerari. Un'attenzione
particolare è stata rivolta alle pratiche religiose della divinazione,
evidenziando l'abitudine degli Etruschi di trarre presagi dal volo degli
uccelli, dalle viscere degli animali e dall'osservazione del cielo con i suoi
fenomeni atmosferici».
Il
percorso espositivo sarà articolato in varie sezioni tematiche, che accompagneranno
il visitatore alla scoperta del mondo etrusco attraverso decine di straordinari
reperti, databili dal IX al II secolo a.C.
«Il titolo "Le nuvole e il fulmine"– aggiunge Arbeid –
prende spunto da un passo di Seneca. Mentre i Romani credevano che i fulmini si
producessero a causa dello scontro fra le nuvole, per gli Etruschi le nuvole si
scontravano proprio per produrre i fulmini, considerati messaggi divini per gli
uomini, cui spettava il compito di interpretarne il significato. Gli scrittori
antichi sottolineano le diversità che contraddistinguevano gli Etruschi dagli
altri popoli, spesso legate alle credenze religiose: Livio riteneva gli
Etruschi sommamente dediti alla religione, mentre Isidoro di Siviglia faceva
discendere l'etimologia di "Tyrrhenoi", il nome greco degli Etruschi,
da "thusiazein", ovvero "fare sacrifici"».
La
nuova mostra si aggiunge alle altre già aperte al pubblico nelle settimane
precedenti. «Sarà
un'estate magnifica – conclude Malacrino. Accanto alla programmazione delle
Notti d'Estate sulla terrazza del Museo, questa nuova esposizione offrirà la
possibilità di un inedito viaggio nel mondo degli Etruschi. È la prima volta che questo tema viene
presentato a Sud di Napoli e siamo felici di questa opportunità, resa possibile
grazie alla Direzione Regionale Musei della Toscana e al Museo Archeologico
Nazionale di Firenze. Da domani, oltre alla ricca collezione permanente e a
questo nuovo progetto, i visitatori avranno a disposizione molte esposizioni
temporanee: la mostra "I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia" e
"I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini"; il percorso "Per
gli dei e per gli uomini. Musica e danza nell'antichità"; l'esposizione
"Sullo scaffale dello speziale. Vasi da farmacia nella Calabria del
Settecento"; e la piccola sezione dei "Depositi in mostra". Il
mio ringraziamento va a tutto il personale che lavora quotidianamente per
arricchire l'offerta espositiva del Museo e per accogliere al meglio il
pubblico».