Venerdì 28 al Mariciò la presentazione del romanzo di Olimpio Talarico.
Ferruccio de Bortoli lo aveva
nominato per l’edizione 2020 del premio “Strega” nell’edizione del 2020, quando
pubblicò “Cosa rimane dei nostri amori”. Oggi, Olimpio Talarico - si legge in una nota - chiude (in
crescendo) la trilogia iniziata con “Amori regalati” dando alle stampe, sempre
per Aliberti “Avrei voluto scriverti cantando”, il dialogo tra un uomo di mezza
età e una figlia adolescente, curiosa di conoscere quella parte di passato che
la sua famiglia gli ha sempre occultato.
Ne viene fuori una narrazione
ricca di flashback e colpi di scena, tra gli anni cupi del fascismo vissuti
nella natia Caccuri e quelli ruggenti del dopoguerra in cui speranze, passioni
e sogni condivisi non riescono a nascondere per sempre certe cose.
L’autore, trapiantato a Bergamo laddove
insegna in un liceo, non ha mai rescisso il legame con la natia Caccuri,
meraviglioso borgo del Crotonese che, grazie a Talarico e a un manipolo di
sognatori, ospita da anni un prestigioso premio nazionale di saggistica.
Per una curiosa nemesi, l’autore,
che non ama il mare, torna nella Riviera dei Gelsomini per presentare “Avrei
voluto scriverti cantando” nel locale più alla moda di Marina di Gioiosa
Ionica, venerdì 28 alle ore 21,30 al “Mariciò” sul lungomare.
Olimpio Talarico dialogherà con
Gianluca Albanese e col vicesindaco di Marina di Gioiosa, Vincenzo Tavernese.