La Cgil getta le basi
per un piano strategico enogastronomico e culturale per un lavoro
dignitoso e di qualità
Le opportunità per cambiare e invertire la rotta nel
settore del turismo legato alla qualità dei luoghi e del cibo, gli spunti perb>un
piano strategico per il Turismo Enogastronomico e Culturale. Se ne è discusso
nel Castello di Squillace nell’iniziativa organizzata dalla Cgil Calabria, con
la collaborazione delle federazioni di categoria che si occupano di turismo e
agroalimentare (Filcams e Flai Cgil).
Per il segretario Generale Cgil Calabria Angelo
Sposato «il settore turistico è in crescita, ma occorre stimolarlo, sia dal
punto di vista dell’offerta sia in termini di qualità dei servizi e del lavoro.
Le potenzialità del settore non corrispondono, infatti, alla qualità del
lavoro: contratti irregolari, sfruttamento, utilizzo di contratti impropri.
Bisogna fare una battaglia contro la precarietà e mettere a regime un sistema
che possa dare qualità di servizi e del lavoro mettendo insieme i vari turismi
che abbiamo in Calabria, beni culturali, enogastronomia, turismo religioso e
puntare su una Carta Turistica unica in Calabria. Anche la Regione deve avviare
una discussione profonda sul rilancio del settore e sui diritti dei
lavoratori».
Punta sulla creazione di “percorsi del cibo” la
segretaria generale Flai Cgil Calabria Caterina Vaiti: “Il turismo
enogastronomico deve essere strettamente legato al turismo culturale, unendo le
bellezze paesaggistiche e turistiche a dei percorsi del cibo che partano dal
nord al sud della Calabria. In questo è fondamentale la collaborazione tra
comuni per far sì che la persona che, ad esempio, sceglie la meta balneare sia
incentivato ad andare anche nell'hinterland con dei percorsi studiati e
sinergici per poter apprezzare le specialità locali e il cibo del luogo”.
“Importante - aggiunge Vaiti - è che i due
ministeri, quello del Turismo e quello dell'Agricoltura, della Sovranità
alimentare e delle Foreste siano connessi e che a cascata lo siano anche gli
assessorati regionali. In Calabria non abbiamo un assessorato al Turismo,
perché la delega è rimasta al presidente della Regione, mentre riteniamo
sarebbe opportuno che ci sia un assessorato ad hoc e che gli assessorati
possono viaggiare insieme”.
“Occupare la cultura, questa la provocazione che
vogliamo lanciare stasera da Squillace da dentro un castello. Se abbiamo ancora
meravigliosi castelli in Calabria – ha affermato il segretario generale Filcams
Cgil Calabria Giuseppe Valentino - è perché c’erano le corti, i re e le
regine che man mano abbiamo cacciato per vivere in democrazia. Oggi
paradossalmente gli stessi castelli che i Comuni hanno acquisito in nome per
conto del popolo ci vengono privati, non sono fruibili se non a pagamento, e
così per altri luoghi meravigliosi e di interesse paesaggistico che siano
parchi archeologici, attrattive turistiche e culturali. Abbiamo bisogno
di costruire una cultura alternativa che permetta alla Calabria di diventare
una terra di libertà in tutti i sensi. L’iniziativa di ieri è stata una piccola
tappa in un percorso nel quale l’obiettivo è quello di mettere il sistema
turistico sottosopra. C’è bisogno – ha concluso - di ripensare ad un
sistema turistico fruibile da tutti e che attivi dal basso le imprese, le
associazioni, il territorio e naturalmente le lavoratrici ed i lavoratori i cui
diritti devono essere garantiti nel rispetto dei CCNL di settore””.
Al termine dell’evento, moderato dal giornalista
Pietro Melia e a cui hanno preso parte anche Enzo Scalese, Segretario Generale Cgil
Area Vasta, Andrea Coinu, vice presidente Effat (European Federation of
Food, Agriculture and Tourism Trade Unions), Francesco Perino, presidente EBTC
(Ente Bilaterale Turismo della Calabria), Carolina Scicchitano, direttore
amministrativo e finanziario Gal Serre Calabresi e Franco Caccia, assessore
Turismo e Programmazione del Comune di Squillace, si è tenuto un aperitivo di
solidarietà alle popolazione delle Marche e dell’Emilia Romagna.