Un seminario, 30 anni dopo, promosso dall'UniMe e dalla Sovrintendenza
Non è certo un evento ordinario quello
dell’anniversario della scoperta di un fossile di 3 milioni di anni fa. Motivo
per cui si deve colorare necessariamente di entusiasmo narrativo ma anche di
dovuto ed appassionante approfondimento scientifico.
L’Istituto comprensivo Galilei Pascoli è stato il teatro del convegno seminario
organizzato dall'Università di Messina e Sovrintendenza Archeologica, Belle
Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia
di Vibo Valentia dal tema “La balena fossile di Ortì a 30 anni dalla scoperta”.
Oltre agli onori di casa della Dirigente Lucia Zavettieri l’evento, moderato
dal giornalista e docente Giuseppe Livoti, ha previsto gli interventi di vari
relatori relativamente a specifiche aree di competenza.
L’introduttiva e suggestiva narrazione che ha ripercorso il momento della
scoperta, ad opera del rinvenitore Filippo Sorgonà nell’aprile del 1993, è
stata seguita dalla descrizione scientifica del reperto e del contesto da parte
della dr.ssa Cinzia Antonella Marra, anche nella veste di referente-consulente,
per il settore paleontologico, proprio della Sovrintendenza.
L’archeologo e funzionario Andrea Maria Gennaro, SABAP Città metropolitana di
Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia, ha offerto un contributo fattivo
sia sulla volontà di far rientrare il fossile in città che sulla gestione, in
genere, di reperti simili. A seguire altri due importanti interventi ad opera
del tenente Giacomo Geloso, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio
Culturale nucleo di Cosenza, e del sovrintendente SABAP Fabrizio Sudano. Il primo
ha reso note le normative che regolano la tutela del nostro patrimonio
culturale, in relazione al Codice dei Beni Culturali ma anche al Codice Penale,
informando giovanissimi e adulti sul “da farsi” in caso di scoperte “fortuite”
per attivare gli strumenti di protezione e valorizzazione dei beni ritrovati.
Il secondo, invece, ha relazionato sia sulla legislazione che prevede la
proprietà statale di ogni bene archeologico o paleontologico sia, rafforzando
le dichiarazioni del collega Andrea Maria Gennaro, sulla possibilità concreta
del rientro del fossile in città, ad oggi custodito presso il “museo della
fauna” interno all’Università di Messina. Il Soprintendente Sudano ha
prospettato una prima ipotesi, intanto, di una mostra pubblica cittadina da allestire
in tempi brevi ed una seconda ipotesi, invece, relativa alla permanenza stabile
del fossile presso nascenti strutture museali, al Museo della Visitazione, in
primis, ma anche come possibilità presso il costruendo Museo del Mare della
archistar Zaha Hadid, o presso altre strutture in accordo con gli enti locali,
Comune o Città metropolitana nello specifico.
Il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo
Versace ha portato i saluti istituzionali dichiarando che “L’attenzione delle
Istituzioni su tutto ciò che caratterizza culturalmente il nostro territorio e,
in particolare, le aree periferiche non può essere abbassata in alcun modo.
Dobbiamo offrire servizi che consentano di valorizzare questi aspetti
riconnettendo questi territori alla loro storia”.
Presente all’iniziativa anche l’assessora comunale all’Istruzione Lucia Anita Nucera che ha sottolineato l’importanza strategica e didattica di iniziative del genere ricordando ai presenti il successo, ad esempio, dell’iniziativa, di cui è stata promotrice, sulla lingua grecanica che ha coinvolto oltre mille studenti reggini. Ciò a dimostrazione che la riscoperta di ogni aspetto del nostro patrimonio, materiale e immateriale, territoriale deve essere punto cruciale di ogni attività all’interno delle scuole.