Al centro del confronto soprattutto la questione urbanistica e la riqualificazione
La prima delle riunioni tematiche
della Consulta della Cultura, tenutasi nei locali del Piccolo Auditorium
gentilmente concessi in uso dal dr. Eduardo Lamberti Castronuovo, coordinata
dal dr. Vincenzo Vitale presidente della Fondazione Mediterranea, ha avuto per
tema l’urbanistica e la riqualificazione / rigenerazione territoriale ovvero
l’idea estetica e funzionale della città metropolitana di Reggio Calabria che
si vuole proporre.
Le linee guida del meeting, per come
dettagliatamente riportato dal coordinatore Vilate, hanno preso spunto dal
lavoro di ricerca e didattica che si svolge in Roma in seno alla Scuola di
Rigenerazione Urbana diretta dal prof. Alessandro Bianchi, già Rettore
dell’Università Mediterranea e tra i padri della moderna urbanistica italiana,
in collaborazione con l’Università La Sapienza. Non è senza significato che
questa scuola superiore si chiami “La Fenice Urbana”, per evocare l’idea di una
città che risorge dalle sue ceneri.
È sotto gli occhi di tutti come Reggio
sia ridotta in cenere: ma da queste ceneri Reggio può, deve, rinascere,
operando una sistematica azione di riqualificazione e rigenerazione urbana che
inverta il trend di degrado recuperando funzionalità ed estetica, soprattutto
nelle periferie, in ampie zone cittadine in preda all’abbandono. Questo
significa mettere a punto un progetto di lunga durata, lungimirante, non soggetto
alle influenze delle contingenze quotidiane: occorre, in altri termini, avere
un’idea di città compiuta e coerente che guardi al futuro e non sia preda di
slogan, sul tipo della città smart o green, che possono significare tutto o
nulla, ma si sappia pragmaticamente implementare con un ineludibile contenuto
di sostenibilità.
Nel corso della riunione è stato
redatto una sorta di cahiers de doléances che, partendo dall’ecomostro della
Liquichimica di Saline e dalle Grandi Officine, passando per l’Italcitrus di
Catona, approda agli innumerevoli scheletri di stabili abitativi, come quelli
di Viale Europa, per finire con il dolente elenco delle opere incompiute e
destinate al degrado, come i parcheggi per camper al rione San Giovannello o la
casa dello studente sul greto della fiumara Annunziata.
Questo cahiers de doléances verrà
sottoposto all’attenzione del prof. Bianchi, che sarà in città venerdì 16
giugno per un incontro di studio promosso dalla Fondazione Mediterranea, per
avere validi input su una necessaria rigenerazione territoriale che sia
coerente con l’idea di città che si intende seguire. E questa idea di città, a
nostro avviso, non può che essere connotata da una forte interconnessione con
l’altra sponda dello Stretto, per come evidenziato già negli anni Settanta dal
prof. Quaroni, che abbia che abbia come supporto la vocazione turistica e
l’ambizione a divenire riferimento culturale per tutto il bacino del
Mediterraneo.
In altri termini, posto che i
presupposti ci sono tutti, per far divenire Reggio una Citta degli Studi e una
Città Turistica si deve ampliare l’intervento all’Area dello Stretto e,
soprattutto, eliminare il degrado urbano con un’attenta opera di
riqualificazione e rigenerazione territoriale.