La regia del docu-film porta la firma di Antonio Melasi che ha raccolto le tante testimonianze
Sabato prossimo la prima proiezione del docu-film (qui disponibile
il trailer: https://www.youtube.
Non è semplicemente un film che si limita a
riproporre la cronaca degli sbarchi avvenuti a Reggio Calabria dal 2014 ad
oggi. È qualcosa di più. Una narrazione fatta di immagini, volti, ma anche
silenzi. Gesti ed espressioni dietro cui si nascondono tante storie di dolore e
sofferenza, ma anche gioia.
Dagli occhi pieni di lacrime di chi ha perso un
genitore o un figlio, ai lievi sorrisi di chi finalmente ha realizzato un sogno
insperato, dopo lunghi e rischiosi viaggi, iniziati molti mesi prima. “Armo,
storie di volontari e migranti”, documentario a firma del regista reggino
Antonio Melasi, è anche il racconto di una bella pagina fatta di accoglienza e
amore che appartiene ormai alla memoria collettiva della città di Reggio
Calabria.
Una macchina dell’accoglienza che ha visto il
dispiegamento di un vero e proprio contingente d’amore e speranza, anche
dinnanzi alle immagini strazianti e di grande dolore delle 45 salme giunte al
porto reggino il 29 maggio del 2016. Vittime dell’ennesimo naufragio nelle
acque del Mediterraneo che hanno trovata degna sepoltura in quello che oggi è
conosciuto come il cimitero dei migranti di Armo, un’opera di carità, ma anche
luogo dal quale lanciare, come ha avuto modo già di sottolineare il direttore
di Caritas italiana, don Pagniello, un forte segnale alle istituzioni nazionali
ed europee: «tutti hanno diritto di partire, tutti abbiamo il dovere di
accogliere».
Proprio don Marco Pagniello sarà tra gli ospiti -
seppur da remoto - della prima proiezione del documentario che si terrà a
Reggio Calabria il 20 maggio, alle 20.45, presso l’Auditorium “Don Orione”. Nel
corso della serata, oltre al direttore di Caritas italiana, guidati dalla
giornalista Anna Foti, interverranno Maria Angela Ambrogio, direttrice della
Caritas diocesana reggina e don Antonino Russo, vice direttore. «È un
bellissimo lavoro che rappresenta un pezzo di storia vissuto nella nostra città
e che vale la pena guardare», commenta Ambrogio alla vigilia dell’iniziativa.