Ultimi tre appuntamenti in programma questa settimana
Si chiude con gli ultimi tre film, il
seminario di Gianfranco Angelucci “La
poetica visiva di Federico Fellini – Sette appuntamenti con i film della
memoria”. Più che un seminario, un tuffo acrobatico nel mondo visionario,
onirico, misterioso e sorprendente del grande maestro del cinema italiano, premiato
con cinque oscar e con l’ammirazione del mondo intero. Un’occasione unica per
conoscere di prima mano elementi della sua poetica che furono “fondativi” per i
suoi contemporanei e per tutte le arti, decisivi per la formazione e per
l’educazione sentimentale dell’uomo Angelucci, sceneggiatore, regista,
scrittore, autore televisivo, narratore magnifico, che subito dopo essersi
laureato proprio sul Satyricon di Fellini, si trovò catapultato in quel mondo
visionario che non ha mai smesso di raccontare e che mette così generosamente a
disposizione degli studenti e della platea tutta. Un’esperienza preziosa anche
per quelli che Fellini non lo hanno mai conosciuto, anzi forse soprattutto per
quelli che non hanno mai compreso la portata della sua “visione poetica”. Per
questo la sede dell’Accademia è particolarmente appropriata: si può essere
artisti senza conoscere Fellini? Si chiede Angelucci. Sì, ma sarebbe un
peccato! E così prima e dopo le proiezioni, ecco inanellarsi ricordi e aneddoti
illuminanti: il set di “Roma” che profumava d’incenso, quello che Federico
faceva fluttuare sulla scena per dare quel tono azzurrato alle immagini; la
collana di lapislazzuli che fu messa al collo di Giulietta Masina dalla
nobildonna inglese che dopo la proiezione londinese di “La strada” le
disse «questa è per Gelsomina»; il mosaico con il volto Trimalcione per il
quale non si trovavano le tessere, che venne interamente realizzato con
caramelle charms; la dimensione inconscia e magico-religiosa, visioni, spiriti,
oracoli, sogni, premonizioni, che apre verso sconosciuti orizzonti nell’opera e
nella vita del regista. Un uomo che Angelucci ha seguito quotidianamente e
accompagnato amorevolmente fino alla sua scomparsa. Esperienze di vita preziose
che ha voluto raccogliere in testi come “Glossario felliniano”,
“Giulietta Masina”, “Segreti e bugie di Federico Fellini” e “Federico F.”
romanzo incentrato proprio sugli ultimi mesi del regista. Qui, in un
magico passaggio di consegne, Angelucci chiama a raccolta una sarabanda di magnifiche
creature femminili che sembrano transitare dall’immaginazione dell’artista-mago
a quella del suo apprendista stregone, e ci parla della morte del
regista come della scomparsa di una supernova, quella enorme massa di
energia cosmica inghiottita dall’universo. “La conferma della sua grandezza si
ebbe quando, usando il fondale di cielo del film “L’intervista”, allestimmo la
sua camera ardente al teatro 5 di Cinecittà – ha racconta Angelucci in
Accademia-: dalla mattina alla sera centomila persone sfilarono in silenzio di
fronte al corpo di Federico sulle note di Nino Rota, come se tutta la sua
formidabile energia si fosse “coriandolizzata” in questa massa di gente,
raccontando come il suo cinema fosse entrato nelle profondità dell’animo di
ognuno di noi.” Un’energia luminosa che non smette di irradiare dalla sua opera
e dal racconto vivo che ne fa Gianfranco Angelucci, nel corso di questo
seminario ideato dal prof. Riccardo Perricone della Scuola di Scenografia,
sostenuto dal Direttore Piero Sacchetti, che per questi ultimi tre giorni
attirerà studenti e cittadini nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di
Reggio Calabria.
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Via XXV Luglio, 10. Martedì 16 maggiob Casanova; mercoledì 17 maggiob E la Nave Va; giovedì 18 maggio Intervista. Orari 9:30/13:30; 14:30/17