Questo giovedì la presentazione del libro dedicato a "Facio" a cura della sezione Anpi "Condò"
“Facio”, al secolo Dante
Castellucci, fu un valoroso comandante partigiano calabrese crudelmente
giustiziato all’alba del 22 luglio 1944 dai suoi compagni di lotta. Della sua
storia, raccontata dal libro di Pino Ippolito Arminio "Indagine sulla morte
di un partigiano", se ne parlerà giovedì 30 marzo, alle ore 18:30, presso
lo Spazio Open di via Filippini 25, grazie alla sezione reggina Anpi “Ruggero
Condò”, promotrice della presentazione del volume.
Castellucci, che per il
proprio nome di battaglia “Facio” si ispirò all’omonimo brigante calabrese che
combattè contro i Borboni prima e i piemontesi dopo opponendosi a soprusi e
violenze, aveva appena ventiquattro anni quando fu ucciso, ma riuscì comunque a
dare un grande contributo alla Resistenza.
Infatti, “Facio”, dopo che
ebbe partecipato al secondo conflitto mondiale sulle Alpi e lungo il Don,
disertò scegliendo di combattere per la libertà e divenne inizialmente braccio
destro di Aldo Cervi, primo degli eroici sette fratelli trucidati dai fascisti,
poi comandante del battaglione Guido Picelli della Brigata Garibaldi parmense,
in cui si distinse per straordinari carisma e capacità operative, rivelandosi
protagonista di ardimentose azioni militari sull’Appennino tosco-emiliano, che
ne fanno ancora oggi un autentico eroe presso le comunità della Lunigiana e
dell’alta Valle del Taro e del Parma.
La morte di “Facio”,
combattente anomalo, coraggioso e appassionato, è avvolta dal mistero. Infatti,
a giustiziarlo non furono i nazifascisti, ma i suoi stessi compagni di lotta,
dopo un processo-farsa alla cui sentenza nessuno ha mai creduto.
Arminio ha riportato alla
luce questa vicenda attraverso un’intensa e rigorosa ricostruzione storica,
dimostrando che è possibile indagare nelle pieghe più controverse della Resistenza,
accettandone le zone d’ombra senza intaccare l’alto significato della gloriosa
lotta di Liberazione. E consegna un resoconto accurato e solido sulla vita e
gli ideali di un grande resistente e sui motivi che possono aver portato al
tragico epilogo.
Allo Spazio Open, insieme
all’autore, interverranno i giornalisti Anna Foti e Simone Carullo e il vice
presidente della “Condò” Diego Cilio.