Un intreccio di formazione, crimine e storia degli anni ’90
Un noir calabrese che racconta ciò che spesso non si nomina, tra memoria, ritorni e scelte di vita. È “La teoria della settima onda”, il nuovo libro di Gaetano Messineo, presentato a Reggio Calabria e al centro dell’intervista realizzata per ReggioTV da Melania Lingria.
"Il romanzo prende il titolo da un’antica leggenda marina legata al ciclo delle onde. È una leggenda di pescatori: nei posti di mare si dice che le onde vadano a cicli di sette. Non sono sempre sette in senso preciso, ma c’è una prima onda più piccola seguita da altre sempre più grandi fino alla settima, che è la più forte, e poi il ciclo ricomincia", ha spiegato l’autore.
Messineo ha descritto il libro come un’opera di formazione, ma anche un noir che si muove tra passato e presente: "È un romanzo di formazione, perché racconta la storia di un uomo che lascia la Calabria e torna per un omicidio. È un ritorno attraverso i ricordi, una formazione al contrario. È anche un noir perché c’è un’indagine, e al tempo stesso un racconto che tocca la criminalità organizzata, la Reggio degli anni ’90, la ’ndrangheta e la seconda guerra di mafia"
Al centro della narrazione anche il tema delle scelte individuali e delle traiettorie personali: "Racconto chi è rimasto, chi è andato via, chi ha fatto delle scelte diverse. Non c’è chi ha fatto bene o male: ognuno ha fatto quello che la propria vita gli ha portato a fare"
Messineo ha poi richiamato anche il valore civile della memoria e dei modelli positivi: "La nostra storia è piena di persone che si sono sacrificate, penso a figure come Peppino Impastato. Ognuno ha dato quello che poteva dare, secondo il proprio percorso".
Un romanzo che intreccia realtà e finzione, restituendo uno spaccato della Calabria tra passato recente e identità ancora in costruzione.