Riccardo Muti, Don Giovanni e i giovani talenti: a Milano l’Opera Academy 2025

Autore Redazione Web | mer, 17 dic 2025 14:26 | Riccardo-Muti-Italian-Opera-Academy Talenti Soprano Santoro

Protagonisti direttori da tutto il mondo e il soprano Marily Santoro nel segno della grande tradizione operistica italiana

di Luisa Bellissimo - L’edizione 2025 della “Riccardo Muti Italian Opera Academy” si è aperta a Milano presso la Fondazione Prada il 19 novembre con una lezione concerto del Maestro sul Don Giovanni e si è conclusa con la prova finale dei giovani direttori il 27 novembre scorso. Il 30 novembre l’Orchestra Cherubini è stata diretta dalla celebre bacchetta partenopea per il concerto finale.

Italia, Irlanda, Cina, Germania, Corea del Sud e Romania sono i Paesi di provenienza dei giovani direttori d’orchestra selezionati per il progetto ideato dal Maestro, da sempre impegnato nella valorizzazione dei talenti musicali.

Tra i protagonisti dell’opera il soprano reggino Marily Santoro, nel ruolo di donna Elvira, tradita ed abbandonata dal Don Giovanni: “Cantare per il maestro Muti è stato il coronamento di un sogno a lungo sudato e desiderato – racconta la soprano allieva di Raina Kabaivanska – sicuramente il riconoscimento di un percorso di studi a cui non mi sono mai negata, sottoponendo me stessa ad un duro lavoro, fatto di sacrificio e passione”.

Ed infatti, l’intensa interpretazione della soprano ha raccolto il favore del pubblico ma soprattutto del maestro: “L’apprezzamento e la stima che il Maestro ha riposto, sin da subito, sulla mia persona, è stata la più grande soddisfazione; è stata per me la conferma di aver fatto le scelte giuste, anche se spesso e volentieri mi sono costate il dover andare controcorrente”.

Ed è proprio il maestro, durante le prove, a chiosare l’evidente passionalità della Donna Elvira interpretata dalla Santoro: “Eccola, la donna del Sud! Da brava calabrese”.

“L’entusiasmo nel potermi confrontare con un ruolo che ho conosciuto subito mio, sin dalla prima volta che l’ho cantato, ovvero Donna Elvira – conclude Marily Santoro – mi ha investito in ogni momento della giornata di lavoro con lui. Posso certamente dire che quest’uomo mi ha regalato in maniera del tutto gratuita e generosa tutto quello che c’è da sapere per un ruolo che ho particolarmente a cuore”.

Sono perle di saggezza quelle che il maestro ha regalato alla platea presente alle prove aperte. Sono scampoli di una cultura atavica che germoglia dalla musica e non solo.

Frammento dopo frammento, cadenza dopo cadenza, la prestigiosa opera di Wolfgang Amadeus Mozart viene parafrasata dal Maestro Riccardo Muti. Essenziale e spesso ironico, sciorina con dovizia di particolari i segreti di partiture che appartengono alla cultura italiana.

Ironizza con i professionisti internazionali ricordando, con un velo di orgoglio che traspare, l’indissolubile legame che c’è tra la lingua italiana e l’opera. Non si risparmia nel ripetere le singole cadenze con i singoli cantanti, sedendosi al pianoforte accanto ai diversi direttori. Ed improvvisamente non esiste solo Mozart ma anche Verdi perché il maestro cita “Il trovatore” e scardina etimologie che davanti agli “ospiti”, come definisce il pubblico il maestro, diventano un patrimonio di conoscenza da custodire e soprattutto preservare.



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