“Due vite, Leonida Repaci e Antonio Gramsci”, Natale Pace presenta il suo libro nelle Marche

Autore Redazione Web | ven, 14 nov 2025 10:44 | Natalepace Presentazionelibro Leonidarepaci Antoniogramsci

Lo scrittore palmese sarà ospite venerdì 21 novembre di un incontro coordinato dallo studioso Filippo Bartolucci

Approda nelle Marche, a Jesi (AN) il volume saggio di Natale Pace, che racconta i rapporti controversi tra Leonida Repaci e Antonio Gramsci. Nella città di Pergolesi lo studio dello scrittore palmese sarà ospite dell’Istituto “Antonio Gramsci” delle Marche venerdì 21 novembre in un incontro, coordinato dallo studioso Filippo Bartolucci, nel quale ai soci dell’Istituto, Pace cercherà di illustrare il risultato di lunghi anni di ricerche.

Natale Pace è lo studioso di Repaci che maggiormente ha promosso e approfondito la vita e le opere del fondatore e Presidente a vita del Premio Letterario Viareggio-Repaci, considerate le tante pubblicazioni-saggi che hanno preceduto questo “Due vite”. Già nel 2006 ha dato alle stampe con l’editore Laruffa “Il debito, Leonida Repaci nella storia” ; quindi nel 2019 “Mio caro Leonida …” e nel 2022 “I fatti di Palmi, autodifesa al processo di Catanzaro del 1926” entrambi i volumi editi da Pellegrini di Cosenza; poi nel 2024, stampato da Laruffa, il prezioso cofanetto di due volumi contenenti gli scritti teatrali di Repaci su “l’Ordine Nuovo” e su “l’Unità” tra il 1921 e il 1925 e per finire questo “Due vite” che è già alla seconda ristampa con la Pace Edizioni nella quale è stata inserita una postfazione di Vincenzo Filardo.

Il volume segue in maniera originale, quasi su linee parallele, le esistenze di Repaci e del pensatore comunista martire del regime fascista. Repaci ha collaborato con Gramsci che gli ha assegnato importanti incarichi: l’organizzazione della difesa armata del giornale comunista “l’Ordine Nuovo”, la difesa legale per conto del partito di Federico Ustori, anarchico accusato con altri dell’attentato al Teatro Diana di Milano, poi assolto, la responsabilità delle critiche teatrali sulla terza pagina de “l’Unità” milanese fin dal primo numero il 12 aprile 1924. Poi, ad agosato del 1925 Repaci venne arrestato per i gravi tumulti in occasione della Varia di Palmi e venne scarcerato solo dopo sette mesi ad aprile del 1926. Ma sette mesi più tardi ad essere arrestato fu Gramsci, rimanendo in carcere per undici anni fino a morirne di malattie e di stenti. I rapporti tra i due grandi dunque si interruppero per proseguire solo da lontano. Gramsci in carcere apprezzò in un primo tempo gli scritti di Repaci consigliandone la lettura ai compagni, ma successivamente, nella stesura dei “Quaderni” lasciò giudizi pesantissimi nei confronti dell’antico amico, dei suoi scritti e della sua famiglia. Le ricerche di Pace tendono a dare una spiegazione a questo vero e proprio voltafaccia di Gramsci non giustificato neppure dalle dimissioni dal partito comunista di Repaci dopo la scarcerazione che, anche da innocente, come tutti gli accusati, dovette ricorrere all’amicizia del fratello Gaetano con Arnaldo Mussolini per essere riconosciuto tale (insieme a Leonida furono incriminati tre fratelli e due cognati).

Repaci lesse quei terribili giudizi solo nella edizione del 1975 dei “Quaderni dal Carcere” tanto che nel 1947 convinse la giuria del Viareggio ad assegnarlo alle “Lettere dal Carcere”.

Adesso questo importante momento di confronto all’Istituto Gramsci delle Marche che, visionato il libro di Pace gli ha chiesto di relazionare ai soci.

L’evento sarà preceduto, giovedì 20 novembre, da un incontro-conferenza di Pace con gli studenti del Liceo Scientifico di Jesi. E sarà certamente un momento di intense emozioni


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