L’evento si è tenuto mercoledì 6 novembre al Cineteatro Metropolitano
Mercoledì 6 novembre presso il Cineteatro Metropolitano è stato proiettato il docufilm: “Remigranza-Storie di Borgata Giardini”, prodotto dal Museo dello Strumento musicale di Reggio Calabria con la regia di Santa Spanò.
L’opera scritta ed ideata da Demetrio Spagna, racconta la storia di un quartiere che ai giorni nostri avrebbe bisogno di una importante riqualificazione urbana, e del quale, molti reggini specialmente i più giovani, non conoscono l’esistenza. Eppure Borgata Giardini ha una sua bella storia.
È un perimetro di casette unifamiliari situato tra via Pio XI, Via Sbarre e Superiori e confinante con l’argine sud del Torrente Calopinace, non troppo lontano dal centro della città. Un nucleo abitativo finalizzato ad ospitare alloggi per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, che nel tempoera divenuto elemento fondante di una comunità coesa, che ha rappresentato un luogo dell’anima per coloro che vi hanno vissuto. Il documentario mirabilmente girato sotto il profilo tecnico, è riuscito a cogliere aspetti intimistici profondi che raccontano il sentimento che animava gli abitanti di quel quartiere, allora bambini.
Il termine Remigranza vuole porre l’accento sul fenomeno del ritorno ai luoghi natii, quelli nei quali si è vissuto i primi anni della propria vita, quelli belli ed indimenticabili in cui si era circondati dall’affetto di una comunità accogliente nella quale regnava unità e condivisione. In Remigranza traspare la passione e il sentimento di amicizia per la gente che ha vissuto nelrione, per quella che non c’è più ma che vive nel ricordo di tanti, e per chi c’è ancora c’è. Una reunion tra i ragazzini di un tempo, diventa così un esperimento culturale interessante che vuol essere uno stimolo a pensare ad una società diversa e possibile, e che aiuta a far riflettere sul senso dell’appartenenza ad una comunità, sulla necessità di ripristinare relazioni sociali differenti rispetto a quelle che la modernità dei tempi attuali ci vuole imporre. Come quella modernitàprofetizzata dal filosofo e sociologo Zigmunt Baumannella teoria della società liquida nella quale si annulla ilpassato ed il presente è drammaticamente l’unica prospettiva possibile. Ma questa visione sociale e culturale della realtà moderna così triste, incerta e frammentaria non può essere accettabile se si considera che l’esercizio della memoria rimane uno dei baluardidell’identità umana.
La manifestazione condotta con competenza e garbo dalla scrittrice Daniela Scuncia, ha visto molti interventi tra i presenti che, sull’onda dell’emozione e dei ricordi hanno dato un tocco speciale alla serata emozionale ed emozionante.
Raffaella Imbrìaco