Una Città incantata
Dolce tepore del Sol nascente,
soave melodia di un nido in festa,
inebriante fragranza di zagara.
O Reggio, generosa di verde,
musa ispiratrice, superbe sensazioni,
soffi di vita, freschi riposi
offri a queste mie membra stanche.
Nelle mani non ho niente
ma quest' animo vagabondo
si perde nel limpido tuo cielo,
per poi tornar giù con la pioggia
fresca di primavera.
Pien d' amore il buon Dio avea il cuore
quand Egli ti creò, chè ti pose
tra mare e monti, tra terra e fiumi
e ti diede la luna più grande,
perché non rimanessi al buio,
il Sole più caldo, perché il freddo
non sciupasse il tuo luminoso sorriso,
le Stelle più lucenti per farti sognare,
quel fresco venticello che l' estate fa
meno arrogante e, al di là del mare,
una sorella che di notte veglia guardandoti
da lontano.
Se mi accogli, bella Reggio, sprofonderò
nel blu più intenso e nel silenzio sentirò
la tua voce e, con te ragionando di mitiche
fiabe, tra le tue braccia mi addormenterò
dolcemente.
Grazia