La dura replica del governatore Occhiuto: "Tutte falsità. Non ho commesso reati"

Autore Redazione Web | gio, 19 feb 2026 16:30 | Inchiesta Replica Roberto Occhiuto Regione Calabria

Il governatore respinge le accuse su presunti rimborsi irregolari e denuncia una “gogna mediatica”

E' arrivata a stretto giro la replica del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dopo le notizie diffuse su un presunto coinvolgimento nel reato di truffa ai danni della pubblica amministrazione in relazione a rimborsi mensili, quantificati in circa 3.800 euro.

Attraverso la propria pagina Facebook, il governatore si è lasciato andare ad un duro sfogo: «Vi ricordate qualche mese fa, prima che io mi dimettessi? Alcuni giornali titolavano "Bufera giudiziaria sulla Regione Calabria", "Ciclone giudiziario sulla Regione Calabria", e così via. Tutte falsità! Perché io non ho mai commesso alcun illecito penale. Oggi mi sono svegliato e il Fatto Quotidiano titolava in prima pagina "Truffa sui rimborsi dell’auto, Occhiuto indagato a Roma, accertamenti su 3.800 euro". Falso, io non ho mai commesso alcun illecito, nemmeno illeciti di questo genere». 

«Questi articoli - prosegue Occhiuto - vengono poi rilanciati nella rete e sui social, e poi ciascuno li commenta, li diffonde, dicendo un sacco di cose assurde. Hanno scritto "Un week end a Cortina d’Ampezzo a gennaio 2024", falso! Io non sono mai stato a Cortina d’Ampezzo. Chiedo scusa a Zaia, probabilmente nemmeno lui è mai stato a Camigliatello. Io preferisco Camigliatello, che è bellissimo, e anzi invito Zaia a venire a Camigliatello. E ancora "Assunta la figlia in Regione", falso! Mia figlia studia all’università a Roma. Anzi, le faccio un in bocca al lupo perché in questo periodo sta facendo esami, e sono dispiaciuto che a volte questa gogna mediatica incida anche sui figli. "L’auto elettrica privata usata dal figlio", questo non è falso, questo è vero. Ma un’auto privata uno la potrà usare come vuole o farla guidare a chi vuole senza dover rendere conto a nessuno? Ecco, queste robe qui poi generano nella rete un sacco di commenti e di insulti: "pagliaccio", "che gran faccia di c…", "vergogna", "mafioso", "venduto". In questi mesi ho presentato 410 querele contro i leoni da tastiera, e a ciascuno di loro chiederò, tramite un’azione civile, un risarcimento, perché è giusto che siano puniti, visto che con il loro comportamento alimentano la gogna mediatica. Ho fatto il conto. In questi anni ho gestito 14-15 miliardi di euro. Se non fossi stato una persona perbene, e sono una persona perbene, altro che 3.800 euro».

Occhiuto parla anche della propria salute: «Facciamo vedere pure che sto in forma, perché tra le varie fake e tra le varie falsità hanno anche detto che stavo morendo, che avevo problemi di cuore. Tiè, sto benissimo».

«Quindi, tranquilli, siccome sono una persona perbene - conclude il governatore - resisto alla gogna mediatica. Ho dimostrato di avere il coraggio per farlo quando ho sciolto la Regione, mi sono ricandidato, e grazie a Dio i calabresi hanno capito che il loro presidente è una persona perbene. E quindi, sappiatelo, io non mi faccio fermare. Adesso però buttiamo via tutte queste fesserie e andiamo a lavorare sui problemi della Calabria».

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