Questi ragazzi sono esempio. Sono orgoglio. Sono Reggio Calabria nella sua forma più pura.
Ci sono vittorie che fanno rumore. E poi ci sono vittorie che fanno la storia.
La ReggioBic, ieri, ha fatto entrambe le cose. Anche se qualcuno ancora non se n’è accorto.
La squadra di basket in carrozzina di Reggio Calabria ha conquistato l’Eurocup2, diventando campione d’Europa. Non un torneo qualunque. Non una coppa “minore”. Per capirci, usando il linguaggio che in città arriva più diretto: è come vincere una Champions League.
Eppure lo hanno fatto così, in silenzio. Senza proclami, senza riflettori puntati addosso, senza polemiche da social o interviste costruite. Solo lavoro, sacrificio, sudore. E cuore. Tanto cuore.
In una città dove spesso l’attenzione si concentra quasi esclusivamente su altri sport, questa squadra si è presa la scena nel modo più potente possibile: vincendo. E lo ha fatto con atleti straordinari, uomini e donne che ogni giorno convivono con una disabilità ma che in campo diventano semplicemente… più forti degli altri.
Perché qui non si parla di alibi. Qui si parla di carattere.
Mentre altrove si discutono contratti da centinaia di migliaia di euro, mentre c’è chi si dispera per un fallo non fischiato o per un contatto in area, loro hanno scritto una pagina indelebile della storia sportiva di Reggio Calabria. Senza lamentele. Senza sceneggiate. Solo con la forza dei fatti.
Ieri, alzando quella coppa, c’erano lacrime vere. Lacrime di chi ha creduto in un sogno quando sembrava impossibile. Lacrime di chi ha lottato ogni giorno, dentro e fuori dal campo. È stato uno di quei momenti che ti restano addosso, che ti ricordano perché lo sport, quello vero, esiste.
E forse è proprio qui che bisogna fermarsi a riflettere.
Perché questa squadra merita molto di più. Merita un palazzetto pieno. Merita applausi, attenzione, rispetto. Merita visibilità. Perché quello che hanno fatto non è solo una vittoria sportiva: è un messaggio.
Un messaggio forte, chiaro, diretto: a Reggio Calabria non si passa. Non si vince. Non contro chi ha fame, dignità e coraggio.
E senza bisogno di fare nomi, il paragone viene quasi naturale. In una stagione in cui qualcuno ha deluso, ha fatto discutere, ha fatto arrabbiare… c’è chi invece ha dato tutto. Fino all’ultima goccia. Fino all’ultimo secondo.
Questi ragazzi non sono solo campioni d’Europa.
Sono esempio. Sono orgoglio. Sono Reggio Calabria nella sua forma più pura.
E adesso tocca alla città fare la sua parte.
di Giorgia Rieto
Foto di Fortunato Serranò