UILPA Polizia Penitenziaria tra risarcimenti per trattamenti inumani, organici insufficienti e carceri al collasso
“Lo sconto di pena riconosciuto all’ex ministro e sindaco di Roma Gianni Alemanno, unitamente ad altri 6mila detenuti circa cui viene accordato ogni anno il rimedio risarcitorio dettato dall’art. 35-ter dell’ordinamento penitenziario per trattamento inumano e degradante per lo più correlato alle condizioni di gravissimo sovraffollamento delle carceri, ripropone per l’ennesima volta le contraddizioni del Governo in tema di politiche penitenziarie. Ai sensi della previsione di legge richiamata, infatti, ogni condannato che subisca un pregiudizio nei diritti può proporre reclamo per ottenere uno sconto di pena pari a un giorno ogni dieci di detenzione (18 giorni ogni sei mesi). Va da sé che al risarcimento accedano solo quanti siano in grado di produrre, argomentare e sostenere il reclamo, il più delle volte pagandosi un avvocato, e indipendentemente dal comportamento carcerario. Tutto ciò è paradossale se si pensa che la maggioranza parlamentare e il Governo hanno affossato la c.d. proposta di legge Giachetti che per far fronte al sovrappopolamento detentivo prevedeva uno ‘sconto’ di pena di 15 giorni ogni sei mesi, dunque inferiore ai 18 giorni risarcitori, a coloro che avessero dato prova di adesione ai programmi trattamentali anche attraverso il regolare comportamento in carcere”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Nostro malgrado, sappiamo bene che i riflettori si sono accesi sui problemi penitenziari perché la vicenda riguarda un detenuto eccellente, un uomo politico di primissimo piano negli anni passati e che probabilmente avrebbe fatto bene a occuparsi di carcere prima di finirci dentro, ma che si spegneranno immediatamente in attesa di un nuovo fatto eclatante che, però, difficilmente indurrà la politica a produrre soluzioni concrete. I penitenziari sono ormai una pentola pronta a esplodere sotto la pressione di ben 64.248 ristretti letteralmente stoccati in appena 46.331 posti disponibili, con punte di sovraffollamento che raggiungono il 263%, mentre la media nazionale si attesta al 138,7%. A ciò si contrappongono le voragini negli organici del Corpo di polizia penitenziaria cui mancano al fabbisogno nelle carceri almeno 20mila agenti e quelli in servizio vengono sottoposti a carichi di lavoro inenarrabili e a turni di lavoro che si protraggono anche per 26 ore ininterrotte, per non parlare delle oltre 3.400 aggressioni subite ogni anno”, aggiunge il Segretario della UIL FP PP.
“Al di là dei clamori mediatici e dei fantomatici progetti di edilizia penitenziaria di cui non si vede l’ombra, mentre le carceri esistenti continuano a cadere letteralmente a pezzi, servono misure concrete e urgenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria impiegata nelle carceri, magari anche sfoltendo gli uffici ministeriali, ristrutturare e ammodernare gli edifici e a avviare riforme di sistema”, conclude De Fazio.