L'arcivescovo, attraverso una lettera, chiede un'attenzione particolare per i giovani e per il patrimonio culturale e sociale della città
L'Arcivescovo di Reggio-Bova, mons. Fortunato Morrone, ha fatto pervenire ai candidati sindaco al Comune di Reggio Calabria - Battaglia, Cannizzaro, Lamberti Castronuovo e Pazzano - una lettera in vista delle elezioni amministrative del prossimo mese di maggio.
"Carissimi, in queste settimane in cui ci si prepara alle elezioni amministrative della Città di Reggio, sento il bisogno di rivolgermi a Voi, esprimendo stima e gratitudine per la Vostra generosità e disponibilità appassionata al bene della nostra gente, che Vi induce a impegnarvi in un compito arduo ed esigente. Come hanno richiamato i papi Pio XI e Paolo VI «La politica è la forma più alta di carità» e la carità è la conversione dall’amore egoistico e distruttivo all’amore verso tutti, fondamento della civiltà della Verità, della Giustizia e della Pace.
Carissimi, la Vostra candidatura a guidare la Città di Reggio accade in un momento complesso e difficile a livello geopolitico, che inevitabilmente incombe sul nostro orizzonte quotidiano e lo condiziona a tutti i livelli. Il clima di ostilità e di contrapposizioni rissose e violente, la devastazione e la sofferenza dei deboli e degli innocenti mascherata da ragion di Stato e da ideali falsamente religiosi chiede a tutti e, in modo particolare in questo momento, a Voi, stili e posture di dialogo autentico, certamente dialettico, ma temperato e rispettoso delle posizioni diverse e delle persone.
Sicuro di interpretare anche i Vostri sentimenti, chiedo a tutti di vivere la campagna elettorale nel rispetto reciproco, per offrire fin d’ora un esempio di possibile confronto schietto e rispettoso e per convergere subito dopo le lezioni, nella modalità della dialettica politica, su punti qualificanti che portino unità, concertazione, sicurezza e benessere a tutta la comunità cittadina.
Credo che una legittima campagna elettorale, al di là dell’intelligente retorica politica fatta di slogan e promesse, debba compiersi nell’illustrare il proprio programma puntando sulle poche cose realmente praticabili ed evitando di generare illusioni e delusioni nella nostra gente. Conoscete bene quali siano le attese, le professionalità, le competenze e i punti di forza del nostro popolo. Ma ben immaginate anche tutti i problemi, le difficoltà e le fatiche che Vi attendono.
In questi anni ho avuto modo di incontrare in più occasioni non pochi sindaci dei nostri territori, convinto fin dall’inizio del mio servizio alla Comunità di Reggio – Bova, che la Chiesa deve farsi compagna di strada nelle gioie e nelle sofferenze della gente e di coloro che sono chiamati ad amministrare un Comune e, ancor di più, una Città bella e complessa come Reggio. Nel nostro piccolo, come Chiesa reggina abbiamo provato negli ultimi anni a dare un contributo particolare attraverso l’esperienza sinodale del “Cantiere della passione politica”, laboratorio che ha messo insieme Amministratori locali dei Comuni del territorio diocesano, di tutti gli schieramenti, per dialogare, liberamente e nella distinzione dei ruoli, sui bisogni e sulle difficoltà a rispondervi. Da questo dialogo sono emersi alcuni punti concreti, verso i quali sarebbe bello, una volta costituita la nuova amministrazione, tutte le parti a cui sta comunque a cuore il bene comune trovino ispirazione e convergenza.
Esprimendo quanto è stato più volte evidenziato, ne segnalo alcuni:
1. Una città a misura di ragazzi e giovani, capace di ascoltarli nel profondo, di comprendere i loro bisogni e il loro linguaggio, di coinvolgerli direttamente nella co-progettazione e nella costruzione, a partire dalla loro città, della loro visione di futuro e della propria realizzazione personale e sociale;
2. La custodia e la valorizzazione della bellezza espressa e inespressa della nostra città: il patrimonio naturalistico e soprattutto quello artistico-culturale in cui si vive quotidianamente, come i “non-luoghi” che, abbandonati e spesso vandalizzati, chiedono una nuova vita;
3. La valorizzazione del patrimonio umano e sociale, il “capitale umano”, la ricchezza e la varietà di esperienza individuali e associative che troppo spesso si fa fatica a mettere insieme e convogliare verso quel “magis”, quel “di più magico” che faccia fare alla città un reale salto di qualità.
Prepariamoci allora a questo esercizio di partecipazione democratica che, come ha segnalato il Presidente della Repubblica, «non si riduce a un semplice aspetto procedurale e non si consuma neppure soltanto con la irrinunziabile espressione del proprio voto nelle urne nelle occasioni elettorali. Presuppone lo sforzo di elaborare una visione del bene comune in cui sapientemente si intreccino – perché tra loro inscindibili - libertà individuali e aperture sociali, bene della libertà e bene dell’umanità condivisa” (S. Mattarella, Discorso alla Settimana sociale dei cattolici italiani, Trieste 2025).
Vi seguo, pertanto, in questa tornata elettorale con simpatia e da vescovo prego che la nuova amministrazione e le opposizioni siano una vera benedizione per questa città, un esempio di alta e lungimirante politica per il territorio della nostra città e per la nostra Calabria.
Buon lavoro!"