Al Museo Diocesano il restauro dell’opera di Cirillo Manicardi racconta il legame tra Reggio Emilia e Reggio Calabria
Un’opera che attraversa il tempo, la memoria e la storia torna a Reggio Calabria dopo un lungo restauro. Il dipinto "La visione di San Prospero" di Cirillo Manicardi, realizzato dopo il terremoto del 1908, è stato esposto al Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Sorrentino”, diventando simbolo di fratellanza tra Reggio Emilia e Reggio Calabria, unite all’epoca dagli aiuti inviati dopo il sisma.
Il restauro ha permesso di riportare alla luce colori originali e dettagli nascosti, restituendo pienamente il messaggio dell’opera. Dopo anni di oblio, incendi e vicende complesse, il quadro era stato ritrovato nel 2021 e oggi torna al pubblico come testimonianza di memoria e rinascita.
“Il progetto San Prospero, un ponte tra due comunità, nasce alla fine del 2024 con l’obiettivo di celebrare il centenario della morte del pittore Cirillo Manicardi. È stato un percorso inatteso e molto ricco, che ci ha permesso di riscoprire non solo l’artista, ma anche un importante intreccio umano e spirituale”, ha affermato Monica Zanfi, direttrice M.A.B. Diocesano di Reggio Emilia.
“Il dipinto versava in condizioni molto critiche, con gravi alterazioni della superficie pittorica e un evidente degrado dei colori. Il restauro ha consentito di consolidare l’opera, rimuovere lo sporco e recuperare le tinte originali, intervenendo anche sulle lacune e sul foro presente nella parte inferiore”, ha spiegato la restauratrice Cristina Lusvardi.
“Oggi non parliamo di un’opera semplicemente restaurata, ma ritrovata nel suo significato più profondo. È il frutto della comunione tra due chiese e due comunità che condividono una memoria di solidarietà e fraternità”, ha dichiarato il vicario generale don Pasqualino Catanese.
“È una storia affascinante che vede protagonista monsignor Emilio Cottafavi, inviato dopo il terremoto del 1908. Da un piccolo edificio baraccato nasce un percorso che porterà alla realizzazione del Villaggio del Fanciullo presso l’Istituto San Prospero. Un’opera che, nel tempo, diventa punto di riferimento per l’infanzia abbandonata e per la formazione professionale”, ha aggiunto Angela Puleio, direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria.